sabato,Ottobre 24 2020

“Heliantus”, la Cassazione annulla con rinvio l’ordinanza a carico dell’imprenditore Domenico Pratesi

Accolte le tesi della difesa. I giudici romani dispongono una nuova pronuncia da parte del tribunale del Riesame di Reggio Calabria nei confronti dell'imprenditore accusato di estorsione aggravata dall'aver agevolato la 'Ndrangheta.

“Heliantus”, la Cassazione annulla con rinvio l’ordinanza a carico dell’imprenditore Domenico Pratesi

La corte suprema ha annullato con rinvio l’ordinanza di custodia cautelare confermata dal Tdl nei confronti di Domenico pratesi , imputato nella maxioperazione antimafia denominata Heliantus. L’indagine antimafia ha trovato origine dalla dichiarazione di alcuni noti imprenditori reggini che hanno denunciato vari reati di estorsione . Tra gli imputati vi è anche l’imprenditore edile Domenico Pratesi accusato di estorsione aggravata dalla agevolazione mafiosa in pregiudizio di Berna. Nel loro ricorso, i difensori Avv. Antonio Trimboli del foro di Roma e Marco gemelli hanno sostenuto l’illegittimita’ dell’ordinanza del Tdl. In particolare , la difesa in sede di discussione, davanti ai Giudici Supremi, ha sostenuto l’assenza di riscontri esterni rispetto alle dichiarazioni accusatorie rivolte nei confronti del Pratesi da parte di Berna, ritenuto imprenditore vitttima del reato di estorsione. Per la difesa infatti le dichiarazioni di Berna, in quanto indagato in procedimento connesso (Libro Nero) a quello nel quale è imputato Pratesi (Theorema) dovevano essere riscontrate in modo individualizzato. Il Tdl aveva rigettato la questione di diritto, che era l’unica sollevata in quella sede, affermando che non vi era la sussistenza di alcuna connessione tra i due procedimenti in cui sono imputati Pratesi e l’imprenditore Berna, ritenendo che quest’ultimo andava, quindi, sentito come teste semplice senza necessità di riscontro. La cassazione non ha condiviso l’impostazione del Tdl. La cassazione ha infatti condiviso le argomentazioni dei difensori ritenendo che tra i due procedimenti c’è un legame di connessione e che quindi la persona offesa andava considerata come imputato di reato connesso e quindi vi era necessità dei riscontri esterni alle sue dichiarazioni accusatori. Si ritornerà adesso di nuovo davanti al Tdl di Reggio Calabria.