martedì,Dicembre 1 2020

Non fu estorsione, Lentini condannato per violenza privata nei confronti di una donna

L'uomo è accusato di aver costretto la vittima ad interrompere l'attività di meretricio in via Marina

Non fu estorsione, Lentini condannato per violenza privata nei confronti di una donna

Il Tribunale Penale in composizione Collegiale ha assolto dal reato di estorsione il sig. Lentini Giuseppe difeso dagli avv.ti Antonia Condemi ed Antonino Quartuccio derubricandolo nel reato molto meno grave di
violenza privata.

La vicenda trae origine da una denuncia sporta da una donna, oggi parte civile nel processo, mediante la quale dichiarava alla Questura di Reggio Calabria di essere stata aggredita e minacciata da un soggetto “travestito” per costringerla a non compiere l’attività di meretricio in via Marina. A seguito delle indagini, la polizia giudiziaria individuava nel sig. Lentini Giuseppe l’autore del fatto delittuoso e gli contestava il reato
di estorsione.

In data 28 ottobre 2020 si è tenuta la discussione presso l’Aula Bunker di Reggio Calabria nella quale il pubblico ministero ha chiesto la condanna dell’imputato per il reato di estorsione. L’avv. Antonino
Quartuccio attraverso un’articolata disamina e ricostruzione dei fatti ha sostenuto l’insussistenza del reato di estorsione per assenza del vantaggio patrimoniale in capo al Lentini in quanto non risultava dimostrato che anche l’imputato svolgesse l’attività di meretricio.

A seguito della Camera di Consiglio, il Tribunale Collegiale, in parziale accoglimento della tesi sostenuta dall’Avv. Antonino Quartuccio, ha assolto il sig. Lentini Giuseppe dal grave reato di estorsione, riconoscendo la penale responsabilità per il reato molto meno grave di violenza privata e condannandolo alla pena di due anni di reclusione con il beneficio della pena sospesa.

Gli avv. ti Condemi e Quartuccio dichiarano di essere soddisfatti per questa parziale vittoria in primo grado ma preannunciano che a seguito del deposito delle motivazioni della sentenza presenteranno appello perché fiduciosi del totale proscioglimento del loro assistito.