lunedì,Novembre 30 2020

Coronavirus, Davi: «Chiudere la Calabria? I clan già brindano»

Il massmediologo: «A questo si aggiunge l’ennesimo atto di razzismo coloniale del potere romano come il rinnovo del commissariamento della Sanità»

Coronavirus, Davi: «Chiudere la Calabria? I clan già brindano»

«Chiudere la Calabria ? I clan già brindano per un provvedimento che determinerà una definitiva condanna a morte della già fragile economia calabrese.  Le mafie lucreranno in tutti i modi approfittando di questi provvedimenti e del loro impatto socio-economico;  ma ci sfuggono le analisi degli esponenti Dem in merito. A questo si aggiunge l’ennesimo atto di razzismo coloniale del potere romano come il rinnovo del commissariamento della Sanità; un modo ‘elegante’ per ribadire che ‘in Calabria sono tutti mafiosi mandiamo i commissari sabaudi».

Lo ha dichiarato Klaus Davi. «Premesso che non è facile gestire una pandemia complessa e  il presidente Conte,  nella prima fase quantomeno, non l’ha gestita male come abbiamo sempre sottolineato  in tutte le sedi. Ora siamo però alla prevaricazione più spietata. Curiosamente gli esperti Marco Minniti e Luciana Lamorgese sulle conseguenze di questi provvedimenti non hanno nulla da eccepire.

Rapidi e incisivi quando si tratta di indicare nei clan gli agitatori delle proteste di piazza dei commercianti, degli artigiani e delle PMI ridotti alla fame e alla miseria,  vistosamente  silenti di fronte  all’annichilimento totale di una terra cosi provata,  di cui non frega nulla a nessuno, ma questa non è una novità e di questo siamo responsabili un po’ tutti. Totalmente non pervenuto anche il Pd calabrese, ma questa si chiama  ‘omertà di partito’, un ‘sentiment’ che conosciamo bene anche se ce ne dispiace visto che una volta difendeva gloriosamente i più deboli».