sabato,Novembre 28 2020

Caso Palamara, accusati due magistrati in servizio in Calabria

Secondo l'Espresso il procuratore della Cassazione Giovanni Salvi ha già chiesto il giudizio disciplinare per 11 toghe

Caso Palamara, accusati due magistrati in servizio in Calabria

«Sono 27 i magistrati per i quali la procura generale ha già esercitato l’azione disciplinare per i fatti emersi da chat e intercettazioni». Lo ha detto, secondo quanto riporta l’Espresso, il procuratore generale della Cassazione, Giovanni Salvi, affrontando, durante un intervento al plenum del Csm, il tema del caso procure e delle chat emerse dal telefono dell’allora sostituto procuratore di Roma, Luca Palamara, espulso dalla magistratura lo scorso ottobre. «Mi sono assunto la responsabilità di fare linee guida per fare chiarezza su quali siano e quali no i comportamenti disciplinarmente rilevanti, ho ricevuto anche critiche, ma questo è il momento di assumersi responsabilità», ha detto Salvi, secondo il quale la «stessa scelta andrebbe fatta dalla prima e dalla quarta Commissione del Csm per avere indicazioni generali a cui attenersi».
 
La procura generale della Cassazione, secondo il settimanale, ha esaminato migliaia di pagine di chat e intercettazioni dei Palamara papers, e ha contestato ad altre 27 toghe comportamenti non in linea con l’onorabilità della magistratura: e tra queste non ci sono solo i magistrati che hanno partecipato alla cena all’Hotel Champagne insieme ai deputati Cosimo Ferri (che è anche una toga prestata alla politica) e Luca Lotti per parlare di nomine che il Csm era prossimo a fare nelle principali procure del Paese, ma anche tanti magistrati che grazie Palamara, leader della corrente di Unicost ed ex presidente dell’Anm, avrebbero cercato di fare carriera e farla fare ai loro amici e in alcuni casi anche ai parenti. Quello di Salvi è un atto di accusa dettagliato: per undici di loro ha già chiesto il giudizio di fronte alla commissione disciplinare del Csm, come da lui stesso annunciato lo scorso luglio, ad altri 16 ha inviato nelle scorse settimane le contestazioni e dopo aver ascoltato la controparte deciderà se chiedere il giudizio o meno. 

Salvi tira in ballo Tommasina Cotroneo, presidente sezione Tribunale di Reggio Calabria, «Per aver tenuto un comportamento gravemente scorretto nei confronti dei magistrati che avevano presentato una domanda per presidente di sezione del Tribunale di Reggio. Tra i magistrati accusati c’è anche Massimo Forciniti, pm a Crotone, assieme a Claudio Maria Galloppi, magistrato fuori ruolo, consigliere giuridico della presidenza del Senato.