sabato,Novembre 28 2020

L’allarme del Working Group: «La criminalità organizzata vuole incrementare i profitti colpendo i deboli e l’economia»

L’Italia, attraverso il vice direttore generale del Dipartimento della pubblica sicurezza, Vittorio Rizzi, ha tracciato una road map: «Non possiamo aspettare le evidenze giudiziarie ma dobbiamo arrivare prima»

L’allarme del Working Group: «La criminalità organizzata vuole incrementare i profitti colpendo i deboli e l’economia»

Di Francesco Bolognese – Mentre la comunità internazionale profonde il massimo sforzo per arginare i deleteri effetti socio economici della pandemia in atto, c’è chi invece cerca di sfruttare anche la seconda ondata per massimizzare i profitti.

Ad alzare il livello di guardia è il Working Group, organismo che riunisce i Paesi europei maggiormente colpiti dalla pandemia e che si occupa dei rischi d’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia e, più in generale, delle minacce per la sicurezza a seguito della diffusione del COVID 19.

«Stiamo attraversando la seconda ondata della pandemia e la criminalità organizzata non perderà occasione di approfittare della situazione per aumentare i suoi profitti, prendendo di mira i soggetti più deboli quali i bambini e le società commerciali indebolite dalla crisi economica. Il nostro ultimo rapporto analizza gli ultimi otto mesi in cui possiamo ripercorrere come i criminali abbiano sfruttato l’incertezza e il cambiamento per nuove opportunità illecite».

Il dirigente dell’Europol, Catherine de Bolle, prosegue individuando “due focus” sui quali prestare particolare attenzione: «lo sfruttamento sessuale dei minori e l’inquinamento dell’economia da parte del dark money delle mafie». L’Italia, attraverso il vice direttore generale del Dipartimento della pubblica sicurezza, Vittorio Rizzi, ha tracciato una road map: «Non possiamo aspettare le evidenze giudiziarie ma dobbiamo arrivare prima, grazie alla cooperazione internazionale di polizia. Dobbiamo impedire che le restrizioni dovute alla pandemia e la maggiore presenza in rete dei bambini, li renda vittime di pericolosissimi abusi criminali, così come dobbiamo impiegare tutte le nostre informazioni e risorse per scongiurare corruzione e infiltrazione nell’economia, già messa in crisi dalla pandemia».

Come? «Definendo un linguaggio comune e delle check list condivise a livello europeo per raccogliere i dati sulla criminalità post Covid. L’obiettivo è quello di determinare rapidamente strategie di contrasto, sfruttando il vantaggio competitivo offerto dallo scambio delle informazioni di polizia a livello internazionale, che possano anticipare minacce criminali che, come la pandemia, potrebbero diffondersi a livello globale».