martedì,Marzo 9 2021

‘Ndrangheta, la rivelazione: «Il boss Schimizzi fu ucciso dai suoi sodali»

Lo ha dichiarato a Klaus Davi un affiliato che chiede di restare in anonimato. Fissata il 19 maggio l’udienza di morte presunta

‘Ndrangheta, la rivelazione: «Il boss Schimizzi fu ucciso dai suoi sodali»

Il boss della ‘Ndrangheta Paolo Schimizzi ucciso nel 2008 in condizioni tutte da chiarire. «Fu pestato a morte da quattro affiliati appartenenti al clan dei Tegano nelle stalle vicino a una fiumara di Reggio Calabria Nord e poi seppellito nel cosiddetto ‘Fortino’ della frazione Archi, una montagnetta difficilmente raggiungibile fino a qualche anno fa prima che ci facessero i lavori».

E’ quanto ha dichiarato a Klaus Davi da un affiliato della ‘Ndrangheta che ha chiesto l’anonimato per “tutelare la sua famiglia” e che cita fonti apicali delle famiglie di ‘Ndrangheta. Il caso Schimizzi è uno dei mille e più omicidi della mafia calabrese mai risolti, ed è particolarmente delicato perché la sua figura aveva destabilizzato gli equilibri fra i potenti clan di Reggio Calabria. Sulla vicenda Schimizzi il pm Giuseppe Lombardo aveva interrogato i pentiti Giuseppe Liuzzo e Roberto Moio che avevano confermato la tesi di un regolamento di conti nel Clan Tegano.

Dopo la morte del capo clan, la moglie Caterina Utano andò via da Reggio Calabria e porto con se le tre bambine. Klaus Davi sta lavorando a un format sugli omicidi di mafia irrisolti dal 1945 ad oggi che sono almeno 8000 sommando le varie organizzazioni mafiose comprese quelle straniere operanti in Italia. Il 19 maggio prossimo è fissata l’udienza di morte presunta dello Schimizzi avanzata dal procuratore Giovanni Bombardieri.

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