venerdì,Aprile 16 2021

La relazione della DIA certifica che «la ‘Ndrangheta non è più impermeabile»

La città dei Bronzi non costituisce un’eccezione a quanto rilevato dalla DIA, tutt’altro. Le molteplici “collaborazioni” in atto, e verosimilmente in divenire, ne corroborano l’assunto

La relazione della DIA certifica che «la ‘Ndrangheta non è più impermeabile»

di Francesco Bolognese –

I legami di sangue, i vincoli di parentela, i matrimoni tra rampolli delle diverse “famiglie” e, non da ultimo, la sottovalutazione del fenomeno malavitoso almeno fino al “sacrificio” di tanti innocenti, su tutti i giudici Falcone e Borsellino, hanno contribuito alla crescita esponenziale dell’organizzazione malavitosa denominata ‘ndrangheta. Le svariate indagini degli inquirenti, peraltro sfociate in tantissime sentenze di condanna passate in giudicato, sono li a testimoniarlo. Qualcosa però sta cambiando. Ed in meglio per la stragrande maggioranza onesta e laboriosa. A “certificarlo” è la DIA (Direzione investigativa antimafia) nella relazione del 1° semestre 2020.

«Oggi la ‘ndrangheta, seppure leader nel traffico internazionale di stupefacenti con un ruolo che è da definire nei confronti dei grandi brooker internazionale operanti in tale settore, non appare più così monolitica ed impermeabile a fenomeni quali la collaborazione con la giustizia di affiliati e di imprenditori e commercianti sino a ieri costretti all’omertà dal timore che tale organizzazione mafiosa imponeva loro». Dall’osservatorio degli inquirenti emerge «un numero sempre maggiore di collaborazioni con la giustizia di soggetti appena tratti in arresto per vari reati che sta frantumando quel clima di omertà e di impenetrabilità che aveva contraddistinto questa organizzazione mafiosa, realtà sempre più percepita dai cittadini che, in numero ormai significativo, stanno decidendo di collaborare alle indagini testimoniando il loro assoggettamento alle estorsioni mafiose. Ciò anche a seguito della determinazione con cui i Prefetti e l’intero Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica stanno valutando positivamente tali dichiarazioni sottoponendo a efficace protezione i testimoni consentendogli di continuare ad operare nella loro attività imprenditoriale nella stessa provincia di elezione senza dover essere trasferiti in località protette».

La città dei Bronzi non costituisce un’eccezione a quanto rilevato dalla DIA, tutt’altro. Le molteplici “collaborazioni” in atto, e verosimilmente in divenire, ne corroborano l’assunto. Una stagione nuova per il territorio, per il suo definitivo sviluppo è possibile. E passa non solo da un’ aggiornamento della legislazione antimafia ed il potenziamento degli organici degli inquirenti. Ma anche da massicci investimenti in didattica, cultura, economia.

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