giovedì,Aprile 15 2021

Nominò la segretaria del suo studio tecnico nello staff, assolto il sindaco di Varapodio

Orlando Fazzolari, dopo 3 anni, è stato assolto perché il fatto non sussiste. «Il pubblico ministero, che nel processo rappresenta l’accusa, ha fatto una deposizione in mia difesa»

Nominò la segretaria del suo studio tecnico nello staff, assolto il sindaco di Varapodio

Si è conclusa con la sua piena assoluzione, la vicenda che vedeva il sindaco di Varapodio Orlando Fazzolari, imputato per aver abusato, negli anni che vanno dal 2012 al 2014, del suo ufficio di sindaco nominando nel proprio staff Immacolata Pellegrino – anch’essa imputata e assolta – dal momento che la stessa lavorava come segretaria nello studio tecnico commercialista di Fazzolari. «A tal fine – si legge nelle carte procedurali – Fazzolari avrebbe anche falsamente dichiarato che con questa persona, coimputata in veste di istigatrice, non sussistevano situazioni di conflitto di interesse, legami di amicizia, frequentazione e professionali».

Con tale nomina inoltre, ad avviso degli inquirenti, Fazzolari aveva intenzionalmente procurato alla Pellegrino un ingiusto vantaggio patrimoniale pari alle somme complessivamente percepite. A questa originaria impostazione accusatoria, si è poi sovrapposta la diversa lettura fornita dal Pm in sede di requisitoria. Questi ha sostenuto infatti, che per effetto della sopravvenuta riforma dell’articolo 323 del codice penale, «risulterebbe oggi impossibile configurare il delitto di abuso, poiché nessuna norma di legge sarebbe stata specificatamente violata e che la dichiarazione non veritiera sarebbe mercé la suddetta insussistenza, del tutto inoffensiva e sovrabbondante; l’irrilevanza delle condotte contestate a Fazzolari determinerebbe, conformemente a questa nuova impostazione, il venir meno di ogni profilo di responsabilità penale anche in capo alla coimputata Pellegrino che sarebbe stata immotivatamente indicata quale coautrice del falso».

Il Collegio ha quindi aderito alla rilettura dei fatti offerta dal pubblico ministero, precisando che «l’andamento dei fatti è pacifico, non è oggetto di contestazione né la circostanza che Fazzolari abbia designato la Pellegrino nel suo staff, né che sia stato autore degli atti incriminati», adducendo quali ragioni per l’insussistenza del reato di abuso «l’inesistenza di un dovere di astensione; la natura dell’incarico; i fatti pregressi alla nomina. Se l’ordinamento autorizza il sindaco a nominare uno staff composto da persone di sua fiducia – si legge nella motivazione – non può al contempo sanzionarlo se indirizza la scelta verso propri conoscenti o comunque soggetti rispetto ai quali potrebbe astrattamente configurarsi un conflitto d’interesse». Detto questo, Fazzolari è stato assolto perché il fatto non costituisce reato.

«Tre anni di indagini, centinaia di atti acquisiti, migliaia di pagine scritte, intercettazioni, pedinamenti, appostamenti, avvisi di garanzia, interrogatori, udienze preliminari, rinvii a giudizio, deposizioni, dibattimento, testi a difesa, testi di accusa, per poi arrivare a questa udienza – ha commentato il sindaco di Varapodio -. Il pubblico ministero, che nel processo rappresenta l’accusa, ha fatto una deposizione in mia difesa ed alla fine ha chiesto l’assoluzione perché il reato non sussiste! Il giudice ha accolto la tesi del Pm ed ha emesso la sentenza confermando in pieno i motivi dell’assoluzione. Non faccio altri commenti, però chi mi ha denunciato si dovrebbe solo vergognare! Consentitemi infine, di ringraziare la magistratura inquirente e la magistratura giudicante, per la serietà con cui hanno affrontato il mio processo».

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