venerdì,Aprile 16 2021

Petrol-mafia, Bombardieri: «Così la ‘Ndrangheta si è sostituita ai colletti bianchi»

A dare peso all’operazione odierna, sono senza dubbio i dati snocciolati durante la conferenza stampa. Solo a Reggio Calabria sono 216 gli indagati, di cui 72 a stampo mafioso

Petrol-mafia, Bombardieri: «Così la ‘Ndrangheta si è sostituita ai colletti bianchi»

L’operazione Petrol-mafia ha coinvolto diversi imprenditori reggini ritenuti dalla Dda espressione di importanti cosche del territorio: Piromalli, Cataldo, Labate, Pelle e Italiano. Le indagini hanno portato all’emissione di 23 misure cautelari personali (19 in carcere – 4 agli arresti domiciliari) e sequestri per oltre 600 milioni di euro. I reati ipotizzati sono associazione di stampo mafioso, associazione per delinquere aggravata dall’agevolazione mafiosa, frode fiscale, riciclaggio e ricettazione.

«Coinvolti soggetti in operazioni criminali che ci danno conto di come le mafie, indistintamente dalla loro origine, operavano su orizzonti finanziari diversi – ha dichiarato il procuratore capo di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri – non più quello degli stupefacenti ma quello del petrolio. Frodi fiscali che fino ad ora vedevano operare i colletti bianchi. E poiché, dove ci sono i soldi le mafie intervengono, noi abbiamo trovato a Reggio degli imprenditori punti di riferimento delle varie cosche di ‘ndrangheta. Il valore aggiunto di questa indagine è il collegamento operativo, sistematico e puntuale che gli uffici giudiziari hanno svolto. Nelle attività di sequestro sono stati coinvolti vari stati grazie all’attività delle autorità giudiziarie straniere coordinate da Eurojust e Interpol in Germania, Bulgaria, Ungheria, Romania, Malta e Spagna.

Stati in cui venivano proiettati gli interessi finanziari di alcuni degli indagati. I colleghi di Reggio Calabria in collaborazione con la guardia di finanza e con lo Scico sono riusciti a ricostruire i piani criminali dell’organizzazione criminale che faceva capo a degli imprenditori calabresi unitamente a dei soggetti campani e gestivano sia la parte della frode fiscale, creando un articolato sistema di “cartiere”, di false fatturazione, sia la fase di riciclaggio e autoriciclaggio curando nel dettaglio il recupero delle somme che venivano illecitamente sottratte allo Stato. Un’indagine capillare condotta su vari piani che ancora una volta dimostra come l’operatività delle mafie è a tutti i livelli, non si limita ai classici fenomeni dello spaccio o dell’estorsione ma opera anche a livello finanziario con proiezione per gli investimenti in tutta Europa».

A dare peso all’operazione odierna, sono senza dubbio i dati snocciolati durante la conferenza stampa. Solo a Reggio Calabria sono 216 gli indagati, di cui 72 a stampo mafioso, sequestrati oltre 600 milioni di euro in due anni, 114 aziende sequestrate, 22 conti correnti sequestrati, riciclaggio per oltre 370 milioni di euro e questa mattina sono state sequestrate 2 valige con 1 mln di euro in contanti.

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