martedì,Settembre 28 2021

Morte Federico Carnicci, il detective reggino Simone Aricò fa riaprire il caso

L’ex operaio ed artista 27enne venne trovato morto nel Tevere sei anni fa e il caso fu archiviato come suicidio. Aricò ha trovato indizi tali da far ripartire le indagini

Morte Federico Carnicci, il detective reggino Simone Aricò fa riaprire il caso

Trovare o scovare, in inglese detect, è quello che fa un detective, che in italiano si traduce con il termine investigatore. E questo mestiere Simone Aricò lo conosce molto bene, anche perché è un uomo che è sempre alla ricerca della verità per dare, attraverso indagini dettagliate, nomi e volti a chi vorrebbe restare nel buio. Recentemente il dott. Aricò, insieme alla criminologa Sara Bardi, sono riusciti a trovare degli elementi per far riaprire il caso di Federico Carnicci, l’ex operaio ed artista 27enne morto nel Tevere sei anni fa. Federico scomparve il 4 luglio del 2015 ed il suo corpo fu ritrovato dopo una decina di giorni. Era il 17 dello stesso mese. Il caso fu, in qualche modo, “chiuso” dagli inquirenti con un’ipotesi di suicidio, alla quale la famiglia di Federico non credette mai.

In realtà, però, l’inchiesta non fu mai archiviata ma lasciata nel limbo a causa della mancanza degli elementi necessari per continuare le indagini, questo fino all’intervento del dott. Aricò e della dott.ssa Bardi capaci di produrre nuove indicazioni tali da permettere la riapertura del caso. Così sono stati nominati dalla famiglia quali consulenti investigativi e in quanto tali fanno parte del pool investigativo. Simone Aricò, laureato in Scienze dell’economia e di formazione militare, svolge la professione di consulente investigativo a Roma ed in questo caso come negli altri sta mettendo non solo la professione ma anche il cuore.

Il suo ruolo nel caso di Federico Carnicci è stato fondamentale in quanto ha determinato un vero e proprio movimento verso la scoperta della verità. In questo momento l’obiettivo di Simone Aricò è quello di ripartire da dove la vicenda ebbe inizio al fine trovare altre prove che possano portare alla risoluzione del caso. Nonostante il tempo trascorso, Simone Aricò e Sara Bardi hanno affermato che faranno il possibile per far galleggiare la trasparente verità cercando di ricostruire nel migliore dei modi la scena del crimine perché la giustizia possa trionfare. L’impegno di Aricò nel caso di Federico Carnicci ripercorre quanto Ellemberger affermava “mai pensare di possedere la verità assoluta perché solo la formula della razionalità dubitativa può condurre all’accertamento della realtà più prossima ai fatti occorsi, fatti ai quali non si è, ovviamente, mai assistito; ecco perché non possediamo l’evento”.

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