lunedì,Giugno 27 2022

Incompatibilità e violazioni di legge, deflagra il caso Autelitano: se ne occuperà la Procura

Ente Parco, si complicano le cose per il presidente Autelitano. Due esposti raccontano di un clima molto pesante: dalla fuga dei dipendenti al conflitto d'interesse per soldi dovuti all'ente, fino al rendiconto ed al bando per il nuovo direttore. E ora la sua posizione non appare più così solida

Incompatibilità e violazioni di legge, deflagra il caso Autelitano: se ne occuperà la Procura

Una situazione di dubbia compatibilità con l’incarico ricoperto per un conflitto d’interessi evidente; una migrazione volontaria di buona parte degli storici dipendenti; dimissioni per un clima ormai insopportabile. In mezzo, riunioni convocate in luoghi non consoni, nomine di funzionari con requisiti non legittimi e un bando per la nomina del nuovo direttore che ha ricevuto due pesanti mazzate dal Ministero per la transizione ecologica. Il tutto in un clima che, certamente, tutto può dirsi fuorché sereno.  

A leggere le carte di quello che può certamente essere definito il “dossier Autelitano” c’è la precisa sensazione che gli incendi avvenuti questa estate e che hanno devastato larga parte del Parco dell’Aspromonte, siano solo uno dei problemi esistenti in questo frangente in quel di Gambarie. Perché la situazione che sta vivendo l’Ente parco, realtà che ha conosciuto momenti di particolare splendore e di riconoscimenti internazionali di rilievo, è oggi di particolare tensione. La gestione del presidente Leo Autelitano, infatti, è finita nel mirino in modo diretto e quanto mai serio. A tal punto che il caso giace ora sia sul tavolo del Ministero dell’Ambiente, sia su quello – ben più preoccupante – della Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Sono due, infatti, gli esposti che sono stati presentati per raccontare con dovizia di particolari quello che, secondo quanto tratteggiato nei due documenti, può essere definito un vero e proprio sistema di gestione piuttosto accentrato.  

L’asserita incompatibilità e conflitto d’interesse 

C’è una questione fondamentale che l’esposto presentato in Procura tratta con particolare attenzione: il conflitto d’interessi che vi sarebbe stato in capo ad Autelitano nel momento in cui è stato nominato nuovamente presidente dell’Ente Parco. Questi, infatti, doveva all’Ente ben 22.541,66 euro per indennità non dovute.  

Tutto parte dall’articolo 6 comma 2 del D. L. 78/2010, convertito nella legge 122/2020, con la quale si prevedeva come «la partecipazione agli organi collegiali, anche di amministrazione, degli enti che comunque ricevono contributi a carico delle finanze pubbliche, nonché la titolarità di organi dei predetti enti è onorifica; essa può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute ove previsto dalla normativa vigente».

Il Ministero dell’Ambiente produce le proprie osservazioni in merito, spiegando come non siano da ritenersi esclusi dagli enti citati dalla norma, anche gli enti parco nazionali. Così la Ragioneria Generale dello Stato dispone che, ove siano state liquidate le indennità ai componenti dei propri organi, si sarebbe dovuto provvedere al recupero delle somme erogate nonché all’applicazione di quanto previsto dal dl 78/2010. Con determina dirigenziale del 6 settembre 2011 il direttore del tempo, arch. Tommaso Tedesco, procede alla sospensione delle indennità di carica. Per il solo presidente dell’Ente la questione viene rimessa al Consiglio di Stato che rende parere. A seguito di ciò l’Ente parco provvede a notificare ai consiglieri ed al presidente una nota di intimazione e diffida per la restituzione delle somme erogate e non dovute. Anche l’Avvocatura dello Stato, cui era stato richiesto un parere, ritiene fondate le pretese dell’Ente. Pertanto, l’allora presidente Autelitano deve una somma pari a 22.541,66 euro. Dall’esposto presentato, emergerebbe come, ai fini del recupero di tali somme, il clima all’interno dell’Ente parco fosse particolarmente pesante. C’è uno scambio di comunicazioni fra Autelitano e il funzionario che dimostra un ambiente non certo idilliaco per lavorare in sinergia. Nell’esposto si fa riferimento ad un «conflitto d’interessi dalle abnormi conseguenze», con una situazione non più sostenibile. 

La fuga del personale storico e le nuove stabilizzazioni  

Sono otto i trasferimenti per mobilità volontaria, a fronte di una dotazione organica di complessive 20 unità e di soli 17 dipendenti effettivamente in servizio. Una vera e propria fuga. In particolare, sono andati via: 4 responsabili di servizio (responsabile del servizio finanziario, responsabile della biodiversità, responsabile della promozione e comunicazione, responsabile del servizio amministrativo e gestione del personale), al contempo titolari di Posizione Organizzativa; un dipendente di categoria B, assegnato al servizio finanziario; un dipendente di categoria B, unico esperto informatico dell’Ente; un dipendente di categoria B, assegnato al Servizio amministrativo; una dipendente di categoria C che ha svolto le funzioni di referente e responsabile del Geoparco nei rapporti con l’UNESCO. 

Nel frattempo, il Parco ha proceduto alla stabilizzazione a tempo indeterminato di 17 unità di personale precario (ex LSU/LPU) extra dotazione organica (mediante utilizzo dei fondi ministeriali e regionali) ed a tempo parziale e 5 delle suddette unità, tra cui la compagna del Presidente, sono state fatte transitare all’interno della dotazione organica a tempo pieno. 

Tuttavia, nonostante l’Ente abbia scelto di concedere i nulla osta definitivi al trasferimento, nella relazione redatta dal funzionario, architetto Lottero, allegata alla delibera presidenziale del 5 ottobre 2020 si afferma che vi sarebbero stati dei gravi rallentamenti proprio per il trasferimento per mobilità volontari di quattro unità lavorative autorizzate con nulla osta incondizionato. Certo, appare quanto meno singolare che si dia a ciò la responsabilità dei rallentamenti considerato che il nulla osta preventivo non è idoneo a consentire il trasferimento dei dipendenti pubblici da un ente all’altro. Solo i nulla osta definitivi possono determinare un effettivo e definitivo trasferimento.

Insomma, per un verso ci si lamenta di un organico ridotto, dall’altro si concedono nulla osta definitivi al trasferimento. Nel frattempo, però, due risorse sono presenti con comando parziale: si tratta della stessa architetto Lottero e dell’ingegnere Sabrina Scalera. A ciò si aggiunge il trasferimento all’ente Parco, tramite procedura di mobilità volontaria, di un altro dipendente dal comune di Genova. Tuttavia, pur scartabellando tutti gli incartamenti, non siamo riusciti a trovare traccia dell’avviso di mobilità a cui il dipendente in questione o altri abbiano partecipato.  

Una situazione seria quella creatasi all’interno dell’Ente Parco, cui anche il collegio dei revisori ha prestato attenzione. Tanto che nel verbale 2/2021 si rileva: «Il Collegio ribadisce una grave inadeguatezza nella struttura organizzativa dell’Ente, come già evidenziato nel verbale n. 11/2020, in cui si segnalava l’inopportunità del rilascio dei vari nulla osta al personale per partecipare al processo per la mobilità e ottenere il trasferimento presso altri Enti senza previa sostituzione creando all’interno dell’Ente, ed in particolare del Servizio Ragioneria, una carenza grave di figure professionali necessarie per una efficace ed efficienza azione amministrativa e contabile. Il Collegio pur apprezzando la disponibilità e il lavoro svolto con impegno dai funzionari incaricati attualmente non può non rilevare che è un paradosso affidare il settore del Servizio di Ragioneria a funzionari che non hanno i requisiti professionali compatibili con il ruolo che ricoprono. Ad oggi infatti il Servizio di Ragioneria è affidato alla Biologa dott.ssa SANTAGATI Sabrina, mentre la funzione di Funzionario delegato è affidato all’Ingegnere dott.ssa SCALERA Sabrina». Insomma, se per un verso i funzionari f. f. succeditisi non hanno proceduto alla mobilità in ingresso per i ruoli necessari al buon funzionamento dell’ente, per altro verso hanno invece provveduto all’ingresso in dotazione organica di cinque precari stabilizzati extra dotazione organica (fra cui, come detto, la compagnia del presidente), senza, però, riuscire a coprire le figure essenziali andate via.  

In tale contesto, sempre in tema di personale, si registrano le dimissioni, a partire dal 26 luglio 2020, del funzionario delegato dottor Luca Pelle, andato via «essendo venute meno le condizioni minime di serenità lavorativa per la prosecuzione dell’incarico». Situazione grosso modo replicata il 28 ottobre 2020, con il responsabile finanziario dimessosi perché «la figura dello scrivente non merita alcuna forma di rispetto istituzionale e personale». Definirlo clima rovente, forse, sarebbe una terminologia non appropriata visti i fatti dell’estate appena trascorsa, ma ci si avvicina non poco.  

La redazione del rendiconto e il parere (mancante) dei revisori 

Sempre in tema di personale, dopo il trasferimento della responsabile del servizio finanziario, l’Ente, con determina dirigenziale del 25 aprile 2021, spiega a chiare lettere: «Rilevata conseguentemente, l’assenza all’interno dell’Ente di personale che possa curare la predisposizione degli atti finalizzati all’approvazione urgente del rendiconto della gestione; Dato atto che l’affidamento dell’attività suddetta potrà avvenire a favore di terzi soggetti dotati di provata capacità professionale e specifica conoscenza tecnica della materia di cui vengono chiamati ad occuparsi, ogni volta che si verifichino: a) la straordinarietà e l’eccezionalità delle esigenze da soddisfare; b) la mancanza di strutture e di apparati preordinati al loro soddisfacimento, ovvero, pur in presenza di detta organizzazione, la carenza, in relazione all’eccezionalità delle finalità, del personale addetto, sia sotto l’aspetto qualitativo che quantitativo; Attesa la competenza e l’affidabilità del servizio di assistenza fornita da Federparchi ai propri soci, peraltro attestata dal servizio fornito – a titolo gratuito nell’ambito della quota di adesione alla Federazione – in occasione delle operazioni di riaccertamento dei residui», si decide di affidare la redazione del rendiconto a Federparchi per una spesa di 5mila euro, sebbene nelle motivazioni vi sia un affidamento di servizio assistenza e formazione del personale.  

A distanza di soli cinque giorni dall’affidamento, viene approvato il rendiconto generale. Siamo al 30 aprile 2021. Tuttavia, ciò avviene senza il parere del collegio dei revisori, sul presupposto che «che gli elaborati contabili, che si allegano alla presente deliberazione, trasmessi per quanto di competenza al Collegio dei revisori dei conti, in data 28/04/2021; Considerato che il Collegio dei Revisori dei Conti riunitosi in data 29/04/2021, non ha proceduto al rilascio del parere». Ebbene, lo stesso collegio spiega, con dovizia di particolari che l’affermazione del consiglio direttivo non è fondata, in quanto la documentazione richiesta risultava incompleta e gli stessi revisori ne avevano richiesto l’integrazione. Ciò, scrivono i revisori, per dimostrare la «manifesta infondatezza di quanto indicato nella delibera suddetta», chiedendo in autotutela, il riesame per l’annullamento della delibera de quo». Documentazione mancante che viene trasmessa – in parte – il 5 maggio 2021. Con verbale del 5 luglio 2021, infatti, i revisori spiegano come «ad oggi non risulta pervenuta tutta la documentazione corretta relativa al conto consuntivo 2020 per il previsto parere. L’ente ha fatto presente che ha rielaborato il conto economico e che invierà nel più breve tempo possibile tutti gli elaborati del Rendiconto 2020 previsti dalla normativa con il nuovo conto Economico». Tuttavia, con delibera del consiglio direttivo del 13 agosto 2021 si procede a «confermare il Rendiconto Generale, approvato in data per la parte finanziaria e degli allegati ad essi correlata e viste le rettifiche per la parte economico patrimoniale di riapprovare: -Rendiconto Finanziario Decisionale e Gestionale; – Conto Economico e Quadro di Riclassificazione dei Risultati Economici; – Stato Patrimoniale; – Nota Integrativa». Anche se il parere dei revisori non c’è.  

Le riunioni convocate a Bova 

Stando a quanto contenuto negli esposti, si evince che vi sarebbero state riunioni convocate in modo autonomo e diretto per i dipendenti dell’ente non nella sede legale di Gambarie, né presso la sede del centro satellite di telelavoro del Parco di via Santa Caterina, ma al centro visita di Bova che non è un ufficio in senso proprio ma un punto di accoglienza turistica. Ciò, a giudizio di chi verga gli esposti, espone il parco ai rischi connessi ad eventuali incidenti cui i dipendenti potrebbero andare incontro senza alcuna valida ragione, oltre ad un evidente incremento dei costi  

Risoluzione contrattuale per i furbetti del cartellino? 

Ma il contenuto dell’esposto non si ferma qui. Viene narrata anche la vicenda di due dipendenti licenziati perché ritenuti “furbetti del cartellino”. Nella riunione del 10 giugno 2020, una sigla sindacale chiede al presidente se sia a conoscenza di contenziosi in corso con alcuni lavoratori. Risulta dal verbale che il presidente abbia risposto di essere a conoscenza di due giudizi e abbia aggiunto che si sarebbe potuto omettere il licenziamento a pochi giorni dalla scadenza del contratto, per evitare questioni giudiziarie dell’ente, aggiungendo che se dovessero emergere responsabilità, chi ha sbagliato dovrà pagare personalmente poiché l’Ente non pagherà.  

Insomma la soluzione sarebbe stata quella di annullare un licenziamento per i casi di “furbetti del cartellino” colti in flagranza. Ma i due dipendenti in questione in realtà erano già ex da un pezzo, essendo stati licenziati dal dicembre del 2018. Ciò non avrebbe dovuto permettere al sindacato di chiedere informazioni né tanto meno al presidente di fornire indicazioni su questioni che non rientrano nella competenza del sindacato. Paradosso ulteriore che proprio il ministro per la P.A. abbia riconosciuto al Parco il riconoscimento per la lotta contro l’assenteismo proprio in virtù dei licenziamenti in questione.  

Una revoca del licenziamento che, tra l’altro, non sarebbe in alcun modo contemplata dalla legge come possibile provvedimento da adottare, con conseguente riassunzione dei dipendenti.  

La nomina del funzionario delegato 

Non finisce qui. La Cgil, infatti, nel 2020 scrive al ministro dell’ambiente per lamentare l’adozione di un decreto presidenziale per la nomina del funzionario delegato. All’interno del decreto, uno dei requisiti per la delega di funzioni dirigenziali ad un funzionario dell’Ente, è quello di essere iscritti all’albo dei direttori dei parchi. Con un piccolo particolare: il requisito non è contemplato dallo Statuto dell’Ente che prevede esclusivamente la rotazione tra funzionari dell’Ente sino alla nomina del nuovo direttore. Sulla scorta di ciò, il ministero ha annullato il decreto presidenziale, visto che, con tale criterio, il presidente avrebbe impedito ad altri funzionari dell’ente, non iscritti all’albo dei direttori dei parchi, di rivestire funzioni dirigenziali.  

La proroga del funzionario delegato 

Ma c’è di più. Dalla data della prematura scomparsa del direttore Tralongo sono stati tre i funzionari delegati che si sono succeduti: il dottor Antonino Siclari, il dottor Luca Pelle e l’architetto Silvia Lottero, nominata per la prima volta il 27 luglio 2020. Tale nomina viene poi prorogata fino al 26 gennaio 2021. Autelitano, dunque, decide di non tenere in considerazione gli altri funzionari, esplicitando la volontà di tenere la funzionaria Lottero. È evidente che i facenti funzione incaricati oltre il limite dei tre mesi consentiti, potrebbero fare causa all’Ente per conseguire il riconoscimento economico corrispondente alle mansioni superiori espletate, oltre i limiti statutari previsti. Sul punto è interessante la citazione del collegio dei Revisori: «Le funzioni di direttore vengono conferite a rotazione tra il personale di categoria C e per un periodo non superiore a di tre mesi. Il presidente nonostante il divieto di proroga, previsto dallo Statuto dell’Ente, continua a prorogare gli incarichi di funzionario delegato». Una nomina che sarebbe avvenuta, dunque, in violazione di tale divieto. 

Il bando per direttore 

Dulcis in fundo, c’è il bando per la nomina del nuovo direttore. Una situazione che, se non fosse per la gravità di una mancanza così importante nello scacchiere dell’ente, susciterebbe non poca ilarità.  

Con deliberazione n. 44 del 18.12.2019, regolarmente esitata dal Ministero vigilante, il precedente Consiglio Direttivo approva l’avviso pubblico per la designazione di una rosa di tre nominativi da sottoporre al Ministero dell’Ambiente per il conferimento dell’incarico di Direttore dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte. Il bando viene elaborato secondo le specifiche indicazioni ministeriali fornite ai dipendenti dell’Ente, a seguito del decesso del Direttore Tralongo. Scaduto il previsto periodo di pubblicazione, pervengono al Parco oltre 40 domande di partecipazione, ivi incluse quelle di alcuni dipendenti, in possesso dei prescritti requisiti. L’unica dipendente a non aver presentato domanda di partecipazione, è, al tempo, l’arch. Silvia Lottero (ripetutamente incaricata del ruolo di F.F.). 

Con deliberazione n. 6 del 11.05.2021, il consiglio direttivo dell’Ente chiede alla gestione di voler fornire apposita relazione del responsabile del procedimento contenente tutte le informazioni in merito all’intera procedura espletata sull’applicazione del bando finalizzato alla composizione della terna da inviare al Ministero della Transizione Ecologica. 

Con determina n. 234 del 24.05.2021 viene nominata l’arch. Silvia Lottero Responsabile del Procedimento avente ad oggetto la predisposizione di una relazione che desse conto della già avviata procedura di nomina della terna.  

Con deliberazione n. 1 del 10/06/2021 – che non risulta conseguente a specifica delega di funzioni da parte del Consiglio Direttivo secondo Statuto – la giunta esecutiva del Parco prende atto «delle criticità riscontrate dalla lettura della relazione sulla procedura relativa “all’Avviso pubblico per la individuazione di una rosa di tre nominativi per il Conferimento dell’incarico di Direttore dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte», redatta dal Responsabile del Procedimento Arch. Silvia Lottero”, ma la relazione in questione non è allegata alla relativa delibera, per cui ne restano ignoti i contenuti. 

Con successiva deliberazione n. 8 del 12.06.2021, il Consiglio Direttivo revoca in autotutela l’avviso pubblico approvato con deliberazione n. 44 del 18.12.2019, demandando agli uffici dell’Ente l’adozione degli atti connessi e conseguenti sul presupposto di «criticità riferite alle approssimative applicazioni delle previsioni di legge» non esplicitate né in termini di motivazione dell’atto né ai fini della trasparenza. 

Con deliberazione di C.D. n. 11 del 22/06/2021 viene approvato lo schema di avviso pubblico per l’individuazione di una rosa di tre nominativi da sottoporre al ministro per la transizione ecologica.  

Con determina n. 387 del 23/08/2021 il funzionario, arch. Silvia Lottero, dopo aver redatto la relazione dai contenuti ignoti che darebbe conto delle illegittimità del bando approvato nel corso del 2019, sul presupposto di avere comunicato al Presidente, con nota prot. n. 4751 del 23/08/2021, «la volontà di rinunciare all’incarico di Responsabile del Procedimento, al fine di poter parteciparesenza incorrere ad alcun conflitto d’interesse, all’avviso pubblico anzidetto, essendo in possesso dei requisiti richiesti; con comunicazione prot. n. 4755 pari data, il Presidente ha preso atto, della rinuncia addotta dalla scrivente, dando mandato alla nomina immediata di un sostituto a tale incarico», nomina l’ing. Sabrina Scalera, Responsabile del Procedimento per la procedura relativa all’avviso pubblico per «l’individuazione di una rosa di tre nominativi da sottoporre al Ministro della Transizione Ecologica per il conferimento dell’incarico di Direttore del Parco Nazionale dell’Aspromonte». 

Il 24 agosto 2021, ovvero il giorno seguente alle dimissioni da RUP dell’arch. Lottero, viene pubblicato sull’albo online nella sezione “Avvisi e Bandi” il nuovo avviso per la formazione della terna, mai reso noto prima, approvato con delibera di C.D. n. 11 del 22/06/2021, ma privo di indicazione alcuna in relazione alla esitazione ministeriale. Il nuovo avviso, al contrario del precedente, è privo di criteri di valutazione per la selezione dei candidati. 

Accade allora che: in forza di una relazione predisposta dall’arch. Lottero – che non aveva partecipato al precedente bando – dopo che il Presidente riconosce “l’unicità” della stessa nel ruolo di facente funzioni, viene invalidato il bando originario, senza esplicitazione alcuna dei relativi motivi di illegittimità; l’arch. Lottero, con determina del 23/08/2021, si dimette da RUP in favore dell’ing. Scalera; in data 24/08/2021 viene pubblicato il nuovo bando, privo di criteri di valutazione, sul sito dell’Ente e sulla GURI. Il tutto in assenza di riferimenti alle esitazioni ministeriali. 

Le anomalie sono più che evidenti e le finalità della revoca del bando originario, lo sono altrettanto affermano gli autori delle accuse ad Autelitano. 

A ciò vanno aggiunte le due note ministeriali con le quali il Ministero per la transizione ecologica bacchetta l’Ente parco sul bando, chiedendo di provvedere ad apportare le modifiche che tengano conto di tutti i rilievi evidenziati dal Ministero e che effettivamente erano inseriti nel primo bando, uniformandosi ai criteri di legittimità individuati.   

Insomma, dagli esposti presentati sul conto della “gestione Autelitano” sembra ci sia molto su cui lavorare per capire se effettivamente la legge sia stata sempre rispettata alla lettera o meno. 

Di certo, in Procura saranno fatti tutti gli approfondimenti del caso e saranno assunte le conseguenti determinazioni, qualora dovessero emergere profili di rilevanza penale.

Di contro, il Ministero per la transizione ecologica dovrà affrontare la questione concernente il clima che si respira all’interno dell’Ente parco dopo l’avvento di Autelitano, oltre a valutare in primis la questione riguardante il possibile conflitto di interessi dell’attuale presidente con lo stesso Ente Parco. Su Autelitano pesano come macigni le note di fuoco inviate di recente dal Ministero. Del resto, il presidente sa bene che, dopo gli incendi di questa estate, anche la sua posizione non è più granitica come prima e potrebbe accadere davvero di tutto.  

top