martedì,Luglio 16 2024

Processo “Eyphemos”, scarcerati i fratelli Francesco e Domenico Modaffari

Il Tribunale della libertà di Reggio Calabria, osservando i principi di diritto stabiliti dalle Sezioni Unite, secondo cui il semplice status di affiliato non basta a far ritenere taluno un associato di mafia, ha deciso di accogliere le tesi difensive dei loro avvocati

Processo “Eyphemos”, scarcerati i fratelli Francesco e Domenico Modaffari

Il Tribunale della libertà di Reggio Calabria ha disposto la scarcerazione di Francesco e Domenico Modaffari. I due giovani, assistiti dagli avvocati Pier Paolo Emanuele e Alessandro Serraino, figurano come imputati nel processo penale “Eyphemos” che si sta celebrando con il rito ordinario dinanzi al Tribunale di Palmi per accertare struttura e operatività della ‘ndrangheta nel territorio di Sant’Eufemia d’Aspromonte.

Una decisione che fa seguito all’annullamento con rinvio della relativa ordinanza custodiale disposto lo scorso 27 maggio dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione attraverso una fondamentale pronuncia, essenzialmente volta a ridefinire i contorni strutturali e applicativi dell’art. 416-bis del codice penale, ossia della norma che punisce l’associazione di stampo mafioso e in specie la partecipazione alla stessa.

In particolare, le Sezioni Unite – con motivazione depositata lo scorso 11 ottobre – in accoglimento della tesi prospettata dal collegio difensivo (in quella occasione costituito dagli avvocati Emanuele e Cianferoni, costantemente coadiuvati dagli avv.ti Serraino – difensore degli imputati fin dal momento dell’arresto in Germania – e Papalia), hanno di fatto ripristinato il modello di partecipazione alla mafia elaborato nel 2005 da altra significativa pronuncia delle stesse Sezioni Unite.

È stato stabilito in sostanza, che il semplice status di affiliato in sé e per sé non basta ancora a far ritenere taluno un associato di mafia, dovendosi per contro dimostrare la concreta attivazione di tale affiliato in favore del sodalizio mafioso, ossia la sua effettiva messa a disposizione dell’organizzazione criminale.

Il Tribunale della libertà di Reggio Calabria, chiamato a decidere sulla vicenda cautelare dei Modaffari in osservanza ai principi di diritto stabiliti dalle Sezioni Unite, ha deciso pertanto di accogliere il ragionamento difensivo articolato in udienza dagli avvocati Emanuele e Serraino e di annullare di conseguenza la carcerazione dei due imputati, reputando insussistenti quei gravi indizi di colpevolezza ravvisati in origine dal Gip di Reggio Calabria e poi confermati, in prima battuta, dallo stesso Tdl.

Una prima applicazione del nuovo statuto del reato associativo che inaugura dunque, uno scenario giuridico in discontinuità con il passato, con la evidente finalità di dare corretta attuazione ad una norma penale centrale che, negli anni, non sempre ha ricevuto interpretazioni coerenti ed omogenee.

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