sabato,Maggio 28 2022

Tendopoli di San Ferdinando, l’appello della Caritas: «Non si spengano i riflettori»

È stato illustrato un documento intitolato “Appello alle istituzioni, alle imprese e alla comunità civile e religiosa”

Tendopoli di San Ferdinando, l’appello della Caritas: «Non si spengano i riflettori»

Un appello che incalza le coscienze, ma anche l’annuncio di una nuova iniziativa operativa. Mattinata intensa quella trascorsa dai vertici della Caritas calabrese nella tendopoli di San Ferdinando, per riaccendere i riflettori – anche da una visuale nazionale – sull’accoglienza che nella Piana reggina offre ancora risposte insufficienti. Con il vescovo di Lamezia Terme Giuseppe Schillaci, che nella conferenza episcopale calabra è il delegato, c’era infatti anche il referente nazionale dell’ufficio Immigrazione, Oliviero Forti.

È stato illustrato un documento intitolato “Appello alle istituzioni, alle imprese e alla comunità civile e religiosa”, mentre don Bruno Di Domenico – della delegazione calabrese – ha annunciato «l’iniziativa delle 12 diocesi calabresi che sostentano delle borse lavoro che garantiranno ad alcuni migranti il mantenimento di un contratto e di un alloggio». La delegazione è stata accolta dal sindaco Andrea Tripodi e da Vincenzo Alampi, diacono e responsabile della Caritas diocesana, impegnati a fronteggiare una condizione che nella struttura si è fatta nuovamente insospenibile. «E’ mancato un percorso di superamento della tendopoli – ha detto il sindaco – perché si continua a rispondere in una logica emergenziale ciò che invece ormai è un dato epocale permanente che richiede una visione politica». «E’ vero – gli fa eco Forti – ed è forte il rischio che le immagini di sofferenza provochino assuefazione perché si tratta di un mondo di anno in anno immobile tranne rare eccezioni».         

Il vescovo Schillaci ha sostenuto «il bisogno di evitare discorsi retorici, perché pensiamo che accogliere l’uomo nella sua interezza significa soprattutto riconoscere i suoi diritti, in primis quello al lavoro». L’appello che la Caritas ha lanciato è «alle istituzioni locali e nazionali perché intervengano con un provvedimento deciso», ma anche alle imprese «perché garantiscano condizioni dignitose e redditualmente accettabili ai migranti», senza trascurare di rivolgersi «all’intera comunità religiosa perché superi il pregiudizio e metta in campo iniziative di ospitalità diffusa». 

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