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Varapodio, 26 anni fa l’assassinio dell’imprenditore Nino Polifroni

I figli lo ricordano su Facebook. L’uomo venne ucciso dalla ‘ndrangheta per non essersi piegato alle continue richieste estorsive

Varapodio, 26 anni fa l’assassinio dell’imprenditore Nino Polifroni

«In terra ci hai fatto nascere e dal cielo ci stai facendo crescere». Con queste parole Vincenzo ricorda suo padre, l’imprenditore Antonino Polifroni nel giorno dell’anniversario della sua morte, avvenuta per mano della ‘ndrangheta 26 anni.

Era il 30 settembre del 1996, quando l’imprenditore edile di Varapodio venne barbaramente ucciso, a soli 49 anni, per non essersi piegato alle richieste estorsive della criminalità organizzata. Per oltre due decenni, ha subìto decine di attentati ed estorsioni di ogni tipo, senza però mai cedere alle vessazioni della ‘ndrangheta, finché nell’ultimo giorno di settembre di 26 anni fa, mentre si recava in cantiere, cadde vittima del terzo attentato, che quella volta gli costò la vita.

A distanza di tantissimi anni l’omicidio rimane ancora senza un colpevole. Nell’attesa di verità e giustizia, i sei figli di Nino Polifroni, ogni anno continuano a onorare la memoria del padre, affiancati da Libera, attraverso manifestazioni appositamente studiate per sollecitare la cultura della pace, della non violenza e della lotta alle mafie. Sei anni fa, nel ventesimo anniversario della morte dell’imprenditore, sul luogo dell’assassinio (località Botta, sulla strada provinciale che collega Varapodio a Oppido Mamertina) è stata inaugurata una stele in pietra massiccia scolpita a mano, che raffigura la fiamma ardente della vita.

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