sabato,Febbraio 4 2023

Rosarno e Vibo, kalashnikov e droga nei capannoni: due arresti

Sono in corso approfondimenti degli inquirenti per accertare la provenienza delle armi e il loro eventuale utilizzo in episodi delittuosi

Rosarno e Vibo, kalashnikov e droga nei capannoni: due arresti

Droga e un vero e proprio arsenale sono stati rinvenuti e sequestrati dai carabinieri in provincia di Vibo Valentia. Due le persone finite in manette. In particolare, i militari della Stazione di Limbadi, della Stazione forestale di Spilinga e dello Squadrone Cacciatori hanno effettuato dei controlli in un’azienda agricola nel territorio di San Calogero, autorizzata alla produzione e commercializzazione della canapa indiana legale.

Tuttavia le piante coltivate, circa un migliaio, non sarebbero risultate corrispondenti a quelle autorizzate e riportate nella documentazione. Per tale motivo, per il reato di produzione non autorizzata di sostanze stupefacenti, si è proceduto all’arresto del presunto responsabile. Eseguita inoltre la perquisizione del capannone in locazione usato come zona logistica dell’area, alle cui operazioni ha assistito anche il proprietario, chiamato in causa dall’arrestato.

Le operazioni, che hanno portato all’arresto anche del secondo uomo, si sono concluse con il rinvenimento oltre a diverso materiale per il confezionamento della marijuana, anche due giubbotti antiproiettile e oltre 30 chilogrammi di sostanza stupefacente già confezionata. Successivamente è stata individuata, poco distante, su un terreno nella disponibilità del secondo soggetto una piantagione di marijuana, senza alcuna autorizzazione, con circa 200 piante.

Un altro ritrovamento è stato poi effettuato a Rosarno, in un capannone sempre nella disponibilità del secondo fermato. Qui i carabinieri, oltre a 2 chilogrammi circa di marijuana,  hanno rinvenuto ben occultate in alcuni bidoni di plastica cinque pistole e un fucile a pompa, con matricola abrasa, nonché due AK-47 kalashnikov perfettamente funzionanti e un migliaio di munizioni.

Sono in corso approfondimenti degli inquirenti per accertare la provenienza delle armi e il loro eventuale utilizzo in episodi delittuosi. I presunti responsabili delle condotte descritte sono stati posti ai domiciliari dal giudice dopo la convalida degli arresti.

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