domenica,Febbraio 25 2024

Nave incagliata, Gioia Tauro meglio di Suez. Il comandante Zagarola: «Grande prontezza»

Tracciato un bilancio delle attività poste in essere per gestire l'emergenza

Nave incagliata, Gioia Tauro meglio di Suez. Il comandante Zagarola: «Grande prontezza»

Prima di rilasciare dichiarazioni, ha atteso di decretare ufficialmente la fine dell’emergenza. Il comandante della capitaneria di porto di Gioia Tauro, il capitano Vincenzo Zagarola parla mentre dalla finestra del suo uffici si vede la nave Msc Helein finalmente all’ormeggio.

Meno di 48 ore di blocco del porto di Gioia Tauro, per la portacontainer andata a sbattere contro gli scogli del molo sud contro il mercantile disincagliato in 24 ore: sciorina numeri precisi il militare che guida la Capitaneria di porto dopo aver coordinato le operazioni, riconoscendo priorità alla necessità di sicurezza piuttosto che allo smistamento internazionale della merce. 

«La chiusura del porto non si poteva evitare – conferma Zagarola – perché l’imboccatura era per quasi la metà occupata dalla nave incagliata e dai mezzi che tentavano di liberarla».

La gestione dell’emergenza

Non è solo dall’interdizione del traffico che si è visto il senso di responsabilità dimostrato dal comandante. Vista l’emergenza, egli ha autorizzato l’utilizzo straordinario di un quinto rimorchiatore non ancora registrato. «Dopo il disincaglio – prosegue il comandante Zagarola – abbiamo anche accertato che il danno allo scafo non impedisse il suo galleggiamento, decidendo di far rimanere la nave in rada piuttosto che nel terminal per non incorrere in altri pericoli».

L’ispezione

Ora la Msc Helein è sotto la prima gru della banchina alti fondali, ma il comandante precisa: «I container a bordo possono essere lavorati, ma la nave deve rimanere ferma per il tempo necessario per le nostre ispezioni».

Sulla scatola nera, ovvero il sistema di bordo che registra ogni situazione, Zagarola fa una rivelazione. «I dati sono stati già protetti quando la nave era incagliata per evitare manomissioni».

Sui tempi dell’ispezione non ci sono previsioni precise, ma di una cosa Zagarola si dice certo. «La comunità portuale in tutte le sue componenti professionali – rimarca – ha dimostrato grande prontezza e competenza, risolvendo la situazione meglio di quanto fatto in casi internazionali analoghi di recente». Il riferimento sembra essere al blocco prolungato del canale di Suez, liberato solo grazie all’intervento di ben 13 rimorchiatori.

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