martedì,Maggio 21 2024

Giornata della memoria a Locri, anche gli ex detenuti per le vittime innocenti delle mafie

Letti i nomi delle oltre 950 persone uccise in occasione della XXVIII edizione dell'iniziativa di Libera

Giornata della memoria a Locri, anche gli ex detenuti per le vittime innocenti delle mafie

È possibile”, scritto con i colori della bandiera della pace, è lo slogan scelto per la ventottesima giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Ad ospitare le celebrazioni nella Locride è stata piazza Fortugno, con un gruppo di ex detenuti della casa circondariale di Locri a leggere i nomi degli oltre 950 caduti innocenti per mano mafiosa.

«Anche in questo territorio – ha espresso la coordinatrice di Libera Locride Carmen Bagalà – è possibile avviare dei percorsi di cambiamento e dire no alla ‘ndrangheta. Gli ex detenuti stanno capendo quali sono i meccanismi che li hanno portati ad entrare nel circuito mafioso e quali sono i percorsi per uscirne».

«C’è chi è più propenso e chi fa più fatica – ha ammesso Francesco Rigitano, coordinatore di Libera – Il ripartire per chi ha commesso dei reati è necessario, altrimenti si ritorna nell’oblio. Non è solo quella l’unica via di uscita. La comunità deve rendersi responsabile anche attraverso i Comuni, cosicché il detenuto al termine del regime carcerario abbia una seconda chance».

Un momento, quello di oggi, che vuole porsi in continuità con i percorsi di collaborazione attivati tra la Diocesi locrese guidata da monsignor Francesco Oliva, il tribunale di Locri e Libera Locride, sui processi di cambiamento, di giustizia e memoria. «Il tribunale è sempre in prima linea – ha evidenziato il presidente del palazzo di giustizia locrese Fulvio Accurso – è giusto testimoniare la presenza dello Stato come luogo di ascolto e di risposta alle varie istanze della collettività. Noi svolgiamo attività processuale nella totale forma di equidistanza tra le parti, ma non possiamo non testimoniare a favore alle vittime di attività violente. E’ per questo che abbiamo offerto la disponibilità di questo luogo affinché il tribunale sia il luogo di tutti coloro i quali hanno bisogno di giustizia».

Convinto del valore pedagogico del regime carcerario anche il vescovo Oliva: «La presenza di ex detenuti ha questo significato – ha detto – riconoscere l’azione benefica compiuta dal sistema penale per il reinserimento nella società. È bello ritrovarsi in questa piazza ogni anno per la giornata di Libera. Non è la piazza gremita di 6 anni fa, ma da allora abbiamo colto l’invito a lottare tutti contro la mafia, un impegno non solo da parte delle istituzioni, ma tutta la società civile deve sentirsi coinvolta».

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