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Aeroporto Reggio, il 10 aprile 1947 il primo volo civile in Calabria

Affermatosi come militare durante la guerra, poi fu il primo scalo ad aprirsi alle tratte di linea in regione. Ma la storia dell'aviazione civile era già iniziata nella città dello Stretto nel 1912, come ricostruito dallo storico Agazio Trombetta

Aeroporto Reggio, il 10 aprile 1947 il primo volo civile in Calabria

Era il 1939, l’anno prima dell’entrata in guerra dell’Italia fascista, quando a Reggio Calabria veniva costruita la pista dello scalo aeroportuale. Nel 1941 come aeroporto militare nacque poi quello di Crotone e soltanto nel 1976 quello civile, oggi scalo internazionale, di Lamezia Terme.

Riconosciuto come primo aeroporto della regione Calabria – quello di Vibo Valentia costruito nel 1935 fu solo militare e oggi è eliporto militare dell’arma dei carabinieri – l’aeroporto di Reggio si affermò inizialmente come militare come Regio Aeroporto Militare n. 432 Ravagnese. Tuttavia l’aviazione militare, nel nome della quale l’aeroporto reggino trovò una prima consacrazione, fu preceduta da altre pionieristiche esperienze di volo civile in città. Esse furono precedenti alla costruzione dell’odierno aeroporto.  

Il primo volo civile e poi l’intitolazione a Tito Minniti

Dal 1957 l’aeroporto di Reggio Calabria reca il nome dell’aviatore Tito Minniti, sottotenente insignito della medaglia d’oro al valor Militare alla memoria. Originario di Placanica nel reggino, partito volontario per la guerra di Etiopia, Tito Minniti fu catturato e andò incontro a una morte cruenta a Dagabur nel 1935, all’età di soli 26 anni.

L’aeroporto a lui intitolato, già alcuni anni prima era stato teatro del primo atterraggio di un volo di linea, dunque di un volo civile. Era il 10 aprile 1947 e la società aerea che atterrò in Calabria, a Reggio, fu la Teseo. Ciò fu successivo alla prima affermazione come scalo militare in epoca fascista e bellica e al bombardamento aereo statunitense che nel 1943 mise fuori uso le piste poi ricostruite.

La società aerea Teseo


Costituita nel settembre del 1945 da imprenditori già impegnati all’interno di brigate partigiane nella resistenza cattolica, la società aerea Teseo si serviva di bimotori Douglas da trasporto militare. Già in uso alle Forze Aeree americane durante la guerra, dopo alcuni adattamenti furono utilizzati come aerei di linea con 21 posti. Ricostruisce questa storia il professore reggino Agazio Trombetta nel suo volume “Il Cuore e l’Acciaio”, edito nel 2013 da A&S Promotion. Esso è frutto della sua approfondita indagine condotta attraverso fonti archivistiche e giornalistiche.


Uno dei fondatori della società aerea Teseo era Fabrizio Boggiano Pico la cui famiglia, a Reggio negli anni del fascismo, aveva condotto un’attività di demolizione dei rifiuti solidi. Potrebbe essere questo uno dei motivi per i quali la città calabrese dello Stretto fu inserita nella tratta Torino-Bologna-Firenze-Napoli-Reggio Calabria-Palermo, attivata da Firenze dalla società Teseo. Il primo aereo atterrò il 10 aprile 1947.

La stampa dell’epoca

Un evento che pose lo scalo di Reggio al centro dell’attenzione nazionale, come riportato anche dalla stampa. La ricerca dello storico Agazio Trombetta ne dà conto.

«Cosi, ad esempio, il Notiziario di Messina, Cronaca di Reggio, del 23 aprile 1947 riporta la seguente nota: Aeroporto – Reggio Calabria, 22 aprile 1947. Durante la recente breve permanenza nella nostra città del Presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, il sindaco Giuseppe Romeo, da pochi giorni designato dalla DC in seguito alle dimissioni di Nicola Siles, ha avuto modo di sottoporre all’illustre ospite i più importanti problemi della città.

Naturalmente uno degli argomenti che più hanno avuto l’onore della discussione è stato quello della valorizzazione del nostro aeroporto. Lì il Presidente è giunto con un aereo SM 75 che, grazie ai magnifici requisiti del nostro campo, ha atterrato con la più perfetta manovra. L’onorevole De Gasperi ed il Sottosegretario all’Aeronautica, Brusasca, che lo accompagnava, hanno promesso che l’aeroporto di Reggio sarà ancora attrezzato con quanto necessario. Particolarmente si provvederà nel più breve tempo alla installazione di una stazione radio telegrafica, mentre si autorizzerà il Comune di Reggio a compiere tutti quei lavori di perfezionamento che si renderanno indispensabili per lo sviluppo del movimento di passeggeri e merci».

Il brano dell’articolo è riportato nel volume “Il Cuore e l’Acciaio” di Agazio Trombetta.

La storia

Vettori bellici riadattati, difficoltà finanziarie e un incidente mortale nel 1948. La società aerea Teseo smise di operare con le revoca della concessione da parte del ministero nello stesso anno.

«Di fatto la Teseo aveva utilizzato l’aeroporto di Reggio dal 10 aprile 1947, data del primo atterraggio, alla terza decade del marzo 1948 quando, sul Corriere di Calabria del 18 marzo di quell’anno, venne pubblicata la seguente nota: Siamo informati che l’Aerea Teseo ha sospeso l’attività e che la gestione delle linee aeree che fanno capo a Reggio Calabria è stata assunta da un’altra grande società la Lai, che continuò ad operare sull’aeroporto di Reggio, come riferito da Voce di Calabria del 12 febbraio 1950». Riporta ancora Agazio Trombetta.

Il cuore e l’acciaio


«Antica è l’aspirazione alla realizzazione di una struttura aeroportuale a Reggio. Nonostante le difficoltà oggettive incontrate, fu sempre condivisa dalla popolazione e sostenuta da personalità influenti nella vita della città. Il lungo percorso realizzativo del primo aeroporto civile calabrese ha attraversato, in maniera emblematica, i difficili anni della Seconda Guerra Mondiale che lasciarono macerie e devastazioni sul campo allora adibito ad uso militare (…).

La nascita dell’aeroporto quindi rappresentò un elemento di coesione sociale e, nel contempo, l’affermazione di nuove istanze progressiste nel mondo delle comunicazioni e dei trasporti». È quanto scrive ancora Agazio Trombetta nel suo volume “Il Cuore e l’Acciaio”. Egli ha ricostruito un rapporto tra la città e l’attività aeroportuale avviato già dopo il primo decennio del Novecento.

A Reggio la gara di aviazione già nel 1912

La costruzione dello scalo che oggi conosciamo rappresenta infatti il capitolo di una storia iniziata già nel 1912. In quell’anno, a Reggio la Calabria iniziò a scrivere la storia dell’aviazione civile della regione con la prima gara di aviazione.

«Un gruppo di reggini si costituì in comitato organizzatore con l’intento di organizzare, per la prima volta, nel cielo della nostra città, alcune “gare di aviazione”. Il comitato, costituito dal cavaliere Antonino Rognetta Caffarelli, dall’avvocato Giuseppe Rotella e da altri eminenti cittadini, sotto la presidenza del barone Carlo De Blasio Monsolini di Palizzi (…).

La pista in terra battuta, pomposamente chiamata campo di aviazione, venne realizzata nella piazza d’armi, proprio di fronte l’attuale cimitero del rione Modena, in prossimità dei “padiglioni francesi” che sorgevano sul suolo di proprietà della famiglia Rognetta Nesci», scrive Agazio Trombetta.

«Così in una città baraccata, all’indomani del rovinoso sisma del 1908, pulsava questo desiderio di aprirsi a innovative esperienze. In quell’occasione storica vennero due piloti piemontesi che fecero decollare due aerei. I famosi aviatori piemontesi Romolo Manisséro e Giuseppe Rossi, appena rientrati dalla campagna in Libia. Così a Reggio iniziò la storia aeronautica calabrese», racconta ancora Agazio Trombetta.

Reggio, la prima città che ha fatto “volare” la Calabria

Una storia antica, dunque, che ancora cerca una degna e adeguata rispondenza nel presente. Oggi lo scalo più antico della regione è il secondo per traffico e importanza, dopo quello di Lamezia Terme. Venti di chiusura sono anche spirati. Dal 2019 è gestito, unitamente agli altri due scali di Lamezia e Crotone, da Sacal. Da tempo l’aeroporto Tito Minniti, anche se adesso con delle prospettive, è uno scalo di attesa: in attesa dei nuovi voli; in attesa di ammodernamento; in attesa…

Eppure, come ricostruito dallo storico Agazio Trombetta, proprio da Reggio oltre un secolo fa, la Calabria iniziò a immaginare di volare e a farlo.

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