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Strage di Capaci, i giovani reggini ricordano Falcone con i carabinieri: «La lotta non è conclusa»

Memoria, legalità e arte in un percorso per non far svanire i valori che hanno guidato l'intera vita del magistrato che ha fatto la storia della lotta alla mafia

Strage di Capaci, i giovani reggini ricordano Falcone con i carabinieri: «La lotta non è conclusa»

«Quei valori sono ancora quelli che oggi ci guidano». Lo ha detto il colonnello Vittorio Carrara comandante della scuola allievi carabinieri di Reggio Calabria accogliendo i ragazzi delle scuole reggine. 

Non solo terra di mafia

Un incontro voluto e organizzato da Biesse per mettere insieme arte e legalità come ci ha spiegato la presidente Bruna Siviglia. «Oggi noi vogliamo ricordare Giovanni Falcone nel giorno in cui ricorre l’anniversario della strage di Capaci. Quest’iniziativa arte, cultura e legalità è proprio per ricordare ai giovani con quanta cattiveria e la mafia ha ucciso non solo Falcone ma anche la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta. Quel tritolo non dobbiamo dimenticarcelo mai.

Attraverso l’arte noi vogliamo esaltare quella che è la nostra storia, la cultura della nostra terra. Grazie ai nostri artisti, alla poetessa Dina Maesano, lo scrittore Annunziato Trapani e Rossella Gareffa. Inoltre, la mostra dei quadri di Stefano De Angelis che è stato per tanti anni un maresciallo e adesso in pensione si dedica alla fotografia. Questo per far vedere che la nostra terra non è solo terra di malaffare. Ma è una terra dove ci sono delle meraviglie. Noi conviviamo con questa lotta perenne tra il bene il male. Vivono insieme ma noi ai ragazzi vogliamo dire che la bellezza salverà il mondo.

Siamo fieri di quella che è la nostra storia. Veniamo dalla Magna Grecia. Quindi, oggi anche l’esaltazione del mondo Grecanica che ci appartiene è la nostra storia perché attraverso l’arte i nostri giovani possono trovare e conoscere una nuova bellezza».

L’impegno oltre la memoria

E tra studenti, delle scuole reggine e della scuola allievi carabinieri, è circolato un unico messaggio: la necessità di un impegno che si faccia concreto nelle azioni di tutti i giorni. Necessario per continuare la lotta e il contrasto alla criminalità organizzata. E il ruolo centrale dei ragazzi in questa lotta lo ha posto in evidenza il sostituto procuratore del tribunale dei minori di Reggio Calabria Giuseppe Creazzo.

«Questi eventi non bastano mai. Servono ad avvicinare i ragazzi alle istituzioni e a conservare la memoria. Un popolo che non ha memoria non ha futuro. È importante soprattutto parlarne con i giovani che sono soggetti che molto spesso non hanno neanche occasione di comunicare il loro disagio e malessere. Parlo di bullismo, di abbandono scolastico.

Per cui spesso anche le istituzioni che potrebbero intervenire rimangono ferme senza conoscere. Parlare di queste cose serve anche a tirar fuori eventuali situazioni e consentire l’intervento delle istituzioni preposte».

Lo sguardo al futuro 

La scuola allievi carabinieri di Reggio Calabria ospita sempre ogni iniziativa di alto valore culturale ed etico. Un impegno che, ha confermato il comandante, diventa specialmente attivo se «rivolte alle scuole e al mondo degli studenti ai quali noi ci sentiamo particolarmente legati per comunanza di intenti.

Sicuramente il 23 maggio è una data significativa, impressa nella memoria di tutti noi ed è importante che il ricordo si mantenga, che i giovani sappiano quello che è successo il 23 maggio del 1992. Quella lotta non è conclusa, quei valori sono i valori che ancora ci guidano».

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