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Villa S.G, aveva monete antiche in tasca: assolto dopo 7 anni dall’accusa di ricettazione

A supporto della difesa la testimonianza di Castrizio a conferma che il riconoscimento del valore effettivo degli oggetti poteva essere fatto solo da esperti e con un accurato studio

Villa S.G, aveva monete antiche in tasca: assolto dopo 7 anni dall’accusa di ricettazione

Assolto dopo 7 anni dall’accusa di ricettazione. Una vicenda che ha visto protagonista R.P.D., di nazionalità romena e amante della numismatica, imputato per il reato di ricettazione. È successo lo scorso 7 giugno al Tribunale di Reggio Calabria, dove si è svolta l’udienza di discussione.

L’accusa

Era il novembre 2016 e l’uomo era stato fermato dalla polizia giudiziaria di Villa San Giovanni, dopo una perquisizione personale, essendo lo stesso gravato da precedenti, gli vennero rinvenute in tasca monete antiche.

In particole, le monete raffiguravano l’effigie di Vittorio Emanuele II, Vittorio Emanuele III, una con l’immagine di Umberto I Re d’Italia e monete straniere, nonché 3.700,00 euro in contanti. Nel corso della lunghissima istruttoria, è stato escusso come testimone tra gli altri anche Daniele Castrizio il quale, anche esperto di numismatica ed incaricato dalla Procura a seguito del predetto sequestro di analizzare le monete suindicate, riferiva in Tribunale come alcune di quelle monete potevano raggiungere un grande valore (una anche fino a centomila euro).

La difesa

Castrizio, su domanda della difesa, confermava tra l’altro che il riconoscimento del valore effettivo delle monete in questione poteva essere fatto solo da esperti e con un accurato studio così come appunto fatto dal predetto nella sua relazione consegnata a seguito del sequestro suddetto.

In dibattimento emergeva altresì come non vi fosse agli atti alcuna denuncia di furto di quelle monete.

La difesa del giovane romeno, rappresentata dagli avvocati Giuseppe Gentile coadiuvato dagli avvocati Marco Ielo e Gregorio A. Pratticò, tutti del Foro di Reggio Calabria, è riuscita dunque a chiarire la posizione del proprio assistito dopo circa 7 anni ottenendo una sentenza assolutoria perché il fatto non sussiste nonché la restituzione di tutto quanto posto sotto sequestro – dunque anche le monete – all’avente diritto.

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