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Processo Eyphemos, Siclari: «Dedico questa assoluzione a Berlusconi, a mio padre e a mio figlio»

L'ex senatore commenta sui social la pronuncia in suo favore della corte d'appello di Reggio Calabria

Processo Eyphemos, Siclari: «Dedico questa assoluzione a Berlusconi, a mio padre e a mio figlio»

L’ex senatore Marco Siclari, imputato per scambio elettorale politico mafioso, è stato assolto dalla corte di appello di Reggio Calabria nel processo Eyphemos. Era stato condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi di reclusione. Marco Siclari ha affidato ai social le sue considerazioni dopo la pronuncia.

«Dedico questa assoluzione a Silvio Berlusconi, a mio padre e a mio figlio. Sono stato finalmente assolto, con formula piena, dopo più di tre anni di incubo, di dure sofferenze, di profondo dolore e di danni incalcolabili dopo che è stato messo in discussione ingiustamente la mia persona, il mio nome.

Ringrazio quegli eroi, cioè quei magistrati che con grande rispetto per la Giustizia e per lo Stato, hanno giudicato in modo indipendente, corretto e imparziale di fronte alle accuse infondate che mi erano state rivolte, accuse che la stessa Procura Generale di Reggio Cal., con grande senso di Giustizia, ha contestato, sollecitando la mia assoluzione perché il fatto “non è mai esistito” contrariamente alla sentenza in primo grado che mi condannava in abbreviato e con ipotetiche prove. La Giustizia è arrivata, ma il prezzo che ho pagato è troppo alto. Il bene è prevalso sul male: è arrivata la sentenza che porta la mia piena assoluzione perché “il fatto non è mai esistito”.

Il mio nome inserito nell’inchiesta poteva benissimo essere sostituito da un altro con lo stesso risultato considerando che dalle migliaia di ore di intercettazioni, non vi è mai stata neppure un’unica conversazione tra il sottoscritto e i presunti mafiosi, ne mai è risultato anche un solo elemento che dimostrasse il diretto coinvolgimento del sottoscritto, ne mai è stata riscontrata un’opera, da parte dei presunti mafiosi, diretta a favorire l’elezione del candidato. Nonostante ciò l’accusa ha ipotizzato che lo scambio, per ringraziare la consorteria criminale del contributo ricevuto, fosse stato l’interessamento del sottoscritto per il trasferimento di una dipendente delle Poste da una sede a un’altra, dipendente che, a quanto pare, ha la colpa di avere un parente che ha scontato il carcere per mafia. Come sempre dichiarato e come provano le indagini stesse, quella donna, non l’ho mai vista, ne mai ne avevo sentito parlare.

Oltretutto le stesse indagini, nel frattempo, avevano anche accertato che quella dipendente avesse ottenuto il trasferimento non grazie alle pressioni di qualcuno, o alla raccomandazione del senatore, ma semplicemente partecipando ad un bando interno, al quale, insieme ad altre 3000 risorse, aveva partecipato molto tempo dopo. Neppure questo era stato ritenuto, tuttavia, sufficiente.

Durante questi tre anni, inoltre, è emerso che la “intercettazione chiave” dell’inchiesta, riportata nell’ordinanza di applicazione della misura cautelare e utilizzata anche dal Giudice di primo grado per condannare il sottoscritto, era stata trascritta in modo “significativamente diversa” da quello che la perizia, disposta dal Tribunale Penale di Palmi – dove, nelle more, si era svolto il processo ordinario –, ha definitivamente e chiaramente stabilito: alla prova della perizia disposta dal Tribunale, la trascrizione della interlocuzione è risultata tanto diversa da restituire un significato diametralmente opposto rispetto a quello che, nella fase delle indagini e in primo grado, era stato avvalorato e considerato dall’Autorità Giudiziaria.

Se fosse stato operato dall’inizio, il fedele riscontro della verità storica, mediante anzitutto la corretta trascrizione delle intercettazioni, non si sarebbe superata la soglia delle indagini preliminari in quanto da quella intercettazione in modo particolare, sarebbe emerso da subito il disprezzo che i presunti mafiosi, ignari di essere ascoltati, dimostravano di provare verso il sottoscritto, al contrario di quanto emergeva dalla trascrizione in word che coperta in gran parte da “omissis” e da “incomprensibile” veniva mascherato il disprezzo dei presunti mafiosi verso il sottoscritto, e soprattutto risultavano parole aggiunte e altre che mai sono risultate pronunciate dalle persone che venivano ascoltate e che lasciavano margini di manovra per la presunta ipotesi accusatoria.

Il dolore è impagabile ! Il tempo sottratto alla mia vita è irrecuperabile !
Si, perché il vero lusso è il tempo che si dispone in vita, e le persone per bene, il proprio tempo lo utilizzano per fare del bene da figli, da padri, da cittadini, da imprenditori, da uomini di partito, da dipendenti, dirigenti, professionisti, magistrati, inquirenti, disoccupati ecc ecc.

All’eta di 17 anni ho iniziato a sognare un futuro migliore per il nostro Paese, così come sognano i tanti giovani, ed ho iniziato ad utilizzare il mio tempo per sostenere il progetto di cambiamento dell’Italia, presentato, allora, dal grande statista e uomo, Silvio Berlusconi, e senza mai avere in questi anni, alcun tentennamento, ho lavorato da sempre in prima linea con i giovani da me avvicinati al partito sin da quando ero coordinatore Giovani di Roma e del Lazio per le università venendo eletto per tre mandati consecutivi Senatore Accademico all’università di Roma, per poi lavorare a 24 anni nella Segreteria Particolare del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi, e venire eletto a 29 anni consigliere comunale in Campidoglio e poi ottenere a 40 anni la candidatura al Senato della Repubblica divenendo il più giovane Senatore.

Ho lavorato sempre a testa alta sia come politico, sia nella professione di medico e di Direttore Sanitario, sia come professore universitario, sia come imprenditore nelle aziende storiche di famiglia, fino a quando il mio tempo, la mia vita è stata ingiustamente e violentemente interrotta e stuprata pubblicamente dei miei diritti subendo addirittura gli arresti domiciliari, (il tribunale della Libertà di Reggio Cal ha stracciato la richiesta di arresto in pochi giorni ritenendoli infondati), arresti durati 9 giorni per un fatto Mai esistito.

Tanti sanno che la mia città dove sono cresciuto è Villa San Giovanni, e grazie al sottoscritto era diventata il comune “più azzurro di Italia” con mio fratello Sindaco e il sottoscritto Senatore. Rimanendo in tema di Giustizia, Villa San Giovani, con mio fratello, allora Sindaco, ha registrato un record positivo in Italia, in quanto durante l’amministrazione Siclari, in 4 anni, si sono alternate due commissioni di accesso antimafia ed hanno certificato che l’amministrazione Siclari non va sciolta per mafia perché non ci sono i presupposti risultando, Villa, l’unico comune di Italia che per ben due volte in 4 anni ha superato l’esame dei commissari antimafia.

Nessuno può restituirmi il tempo prezioso che mi è stato sottratto in vita, proprio nel periodo più importante, dove la mia vita è stata “sospesa” dai 43 ai 46 anni, nel pieno della carriera professionale ed imprenditoriale fatta di lavoro costante e sacrifici enormi lontano da casa sin dall’età di 20 anni, e tutto questo soltanto per il fatto di aver vinto l’unico collegio uninominale al Sud Italia con il mio partito.

Nessuno potrà restituirmi ciò che mi è stato tolto, la salute, la serenità familiare e le opportunità lavorative e politiche.
Sarà difficile sanare le ferite profonde e dolorose che sanguinano da oltre tre anni, ogni istante perché un gravissimo “errore” ha infangato il mio nome calpestando la mia vita e i miei diritti di cittadini libero e rispettoso dello Stato, fino a perdere la candidatura nel mio collegio vincente al Senato della Repubblica.

Una carriera professionale sospesa come medico e direttore Sanitario, una carriera come Senatore della Repubblica più giovane di Italia che aveva vinto il collegio uninominale unico al Sud stroncata improvvisamente e senza ragione da un “errore” giudiziario, risorse economiche andate in fumo l’infamia subita e costi sostenuti per consulenti legali, periti per dimostrare il gravissimo “errore” giudiziario.

Ringrazio di cuore tutti coloro che mi sono vicini da sempre, tutti gli amici, i ministri e parlamentari, rappresentanti delle massime istituzioni, il Segretario del mio Partito e Vice Premier Antonio Tajani, che stanno dimostrando pubblicamente vicinanza e stima verso la mia persona, avendo toccato con mano quel dolore trafittivo che mi accompagnava in aula parlamentare ogni giorno.

Ci tengo ad sottolineare che i veri “eroi” dell’Italia, che rendono onore alla Giustizia, e che difendono la Democrazia e rispettano la storia del nostro Paese, sono quelle divise, quei pm, quei giudici che non puntano a costruire velocemente la loro carriera a discapito dei loro colleghi e soprattutto colpendo gli innocenti che fanno “gola”, ma coloro che restituiscono Giustizia al territorio e alle persone che vengono colpite dall’ingiustizia, così come ha fatto la Procura Generale di Reggio Calabria ed i tre giudici eroi che oggi hanno restituito Giustizia ad un cittadino che si è visto ingiustamente sospendere la propria vita.

Lavorerò per provare a recuperare quel tempo prezioso sottratto alla mia vita per continuare a donarlo al nostro Paese così come ho sempre fatto, sin da giovanissimo, e fino a rischiare ingiustamente e imprevedibilmente la mia vita.
Crediamo sempre nella Legge e lavoriamo ogni giorno onestamente per senso di Giustizia sostenendo sempre il nostro Paese, perché la Giustizia prevale sempre!

Grazie a tutti. Vi abbraccio uno ad uno.
Marco».

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