martedì,Aprile 16 2024

Tentata corruzione a Maropati, gli estremi rimedi di Silvestro e Valenzise: disposti a sciogliere una pillola nel caffè

Le intercettazioni rivelano i progetti dell’ex sindaco Silvestro e del suo collaboratore Valenzise. I contatti per convincere uno dei membri dell’assemblea a lasciare prima del 20 febbraio e l’idea davanti ai suoi No: «Mettiamo una pillola nel caffè?»

Tentata corruzione a Maropati, gli estremi rimedi di Silvestro e Valenzise: disposti a sciogliere una pillola nel caffè

Si sono spinti oltre. Se un assegno di 25mila euro non lo aveva convinto allora avrebbero provato a forzare la mano. Lo volevano tranquillizzare sciogliendo lo Xanax nel caffè. Se non stessimo parlando di una storia vera, di un reato e di amministratori finiti in manette, sarebbe quasi comica. È quanto emerge dalle indagini che hanno portato alla custodia cautelare in carcere del consigliere ed ex sindaco di Maropati Fiorenzo Silvestro e del suo sostenitore, il 76enne Sebastiano Valenzise, ex vicesindaco del piccolo centro della Piana di Gioia Tauro che avrebbe coadiuvato Silvestro nel suo progetto di far cadere la giunta comunale.

Gli indizi

Il pm ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza a carico di Silvestro Fiorenzo e di Valensise Sebastiano del delitto di istigazione alla corruzione.  L’ex sindaco, avendo già raccolto l’intenzione di altri consiglieri a formulare le dimissioni, necessitava di un ulteriore consigliere disposto a rassegnare le proprie per raggiungere il quorum utile per determinare lo scioglimento del consiglio comunale di Maropati. Lo scopo doveva essere realizzato prima del 24 febbraio. Data entro la quale doveva avvenire lo scioglimento per tornare al voto per le elezioni amministrative previste a giugno 2024 e poter così Silvestro candidarsi a Sindaco.

I tentativi

Per raggiungere il suo scopo il consigliere e il suo fidato le avrebbero provate tutte. Ma l’uomo nonostante le garanzie offerte e addirittura la consegna di un assegno ha deciso di non accettare. Indagini in corso hanno permesso di intercettare conversazioni e avvicinamenti che già da dicembre hanno iniziato a farsi insistenti. Fino a quando il consigliere non ha deciso di denunciare.

«Emergono con chiarezza le finalità del Silvestro e al sua spregiudicatezza e caparbia nell’intenzione di ottenere il suo fine – si legge nelle carte – tanto da spingersi a ‘retribuire’ le dimissioni, formulando l’illecita proposta attraverso l’intermediazione attiva del Valensise».

Le intercettazioni

Emerge dai dialoghi captati che se per un verso Silvestro e Valensise dopo i continui rifiuti vagliano altre opzioni, cercando di individuate all’interno del consiglio comunale un altro soggetto da poter avvicinare, per altro verso, continuano a rinnovare al proposta per indurre il consigliere a firmare le dimissioni. Ma è quando il consigliere di maggioranza si rifiuta di accettare i soldi che le pressioni diventano maggiori. “Il consigliere: non vengo perchè nemmeno ho dormito… perché ci ho ripensato… he . non me al sento! Non ce al faccio professore”.

Nonostante la pressione di Valensise il consigliere restava fermo sulla sua decisione, replicando che «si sarebbero visti in serata in quanto gli avrebbe restituito l’assegno.  Ma nel tentativo estremo di convincerlo, anche avendo avvicinato il padre per intercedere, avrebbero addirittura pensato di far “passare l’ansia” dissuadendolo a firmare le dimissioni dopo aver sciolto dei tranquillanti nel caffè».

“Valensise: ha detto “vedi, il problema sai qual è- ha detto –  gli porto…digli che gli diamo una pillola per tranquillizzarsi!” una Xanax 50.
Moglie: la Xanax?
Valensise: perché.
Moglie: no, oppure altre pillole(inc)

Le indagini

Elementi, questi, raccolti nel corso dell’attività di indagine, sviluppata nell’arco di circa quindici giorni. Gli elementi probatori raccolti, per il Gip, hanno infatti fotografato l’intero iter dell’istigazione corruttiva. Infatti, anche in seguito al rifiuto di firmare l’atto di dimissione programmato dinanzi al notaio, gli indagati, non rassegnatisi, non hanno rinunciato e il consigliere è stato nuovamente contattato. «I due complici – per il giudice – intendono mettere alle strette fino a quando è possibile concretamente realizzare li loro piano criminale – ossia entro li 20/24 febbraio” –  (“Valensise: non gli do tregua… oi fino… Silvestro: per parlare parliamo no? Valensise: fino… fino..credimi Silvestro: andiamo a Pescano a parlare., io lo tranquillizzo, non ti preoccupare! Valensise: mi devi credere. fino alla noia).

Valensise afferma anche di aver contattato li padre affinché intercedesse con il figlio convincendolo ad accettare al proposta (Valensise: mannaggia al puttana è venuto là, mi ha detto..”l’ho visto sconvolto”. Ha detto “ho un peso sullo stomaco.” Gli ho detto “ma aspetta nu pò tu ti rendi conto che stai perdendo un’ occasione eccezionale!” “si però, guardate-ha detto-ho ancora l’ansia! “Gli ho detto “tu non ti devi preoccupare fidati di quello che ti dico io, devi stare tranquillo, non devi avere nessun.” Mò questa sera lo steso discorso l’ho fatto a suo padre!».

Rilevante per il Gip anche l’idea di far ingerite dei tranquillanti al consigliere. “Valensise: e prepariamo una cazzo di pillola. Silvestro: e questo. Veramente io ti… Valensise: e ascolta, come posiamo fare, gliela mettiamo nel cafè?”.

Articoli correlati

top