mercoledì,Aprile 17 2024

‘Ndrangheta, l’ex procuratore di Reggio racconta come i clan fanno pagare le estorsioni allo Stato

Gaetano Paci spiega l’infiltrazione delle cosche calabresi al Nord alla Commissione parlamentare antimafia: «Li consideravano “quattro scappati di casa” ma ora hanno vent’anni di vantaggio»

‘Ndrangheta, l’ex procuratore di Reggio racconta come i clan fanno pagare le estorsioni allo Stato

di Pablo PetrassoLa ’ndrangheta è la nuova questione settentrionale. E intercettare le rotte dell’economia sommersa aiuta a scovarne le tracce nei ricchi sistemi produttivi del Settentrione. Specie dove le frodi fiscali sono diventate una sorta di brand, come in Emilia Romagna dove, racconta il procuratore di Reggio Emilia Gaetano Paci, «anche noti marchi nazionali si rivolgono a queste organizzazioni per l’acquisto di pacchetti di false fatture, per l’acquisto di pacchetti di frodi fiscali, prevalentemente di evasione all’Iva».

L’intercettazione: «Tu scendi in Calabria e ti occupi di tutta la monnezza»

Paci fa ricorso a un aneddoto che risale al tempo in cui era aggiunto della Dda di Reggio Calabria per spiegare la mutazione che ha interessato la ’ndrangheta al Nord. Nella riunione della Commissione parlamentare antimafia – una delle tante calendarizzate per analizzare l’espansione dei clan calabresi – si rivolge al suo ex capo Federico Cafiero de Raho, oggi deputato del Movimento Cinquestelle per ricordare una storia significativa. È quella di un mafioso che, dopo avere scontato la pena, anziché tornare a Rosarno, «se ne va a Granarolo dell’Emilia, e a casa sua, subito dopo la sua scarcerazione, fa una riunione, convoca i figli, ai quali dice chiaramente: “Tu scendi giù” (cioè torna in Calabria) “e ti occupi di tutta la monnezza” – il termine usato è in realtà molto più crudo – “tu invece no – rivolgendosi all’altro figlio – perché tu devi rimanere qua a fare l’imprenditore, quindi tu devi tagliare i ponti con la nostra casa madre”».

Questa intercettazione è, per il magistrato, «estremamente esemplificativa di come la ‘ndrangheta abbia compreso, abbia percepito l’importanza strategica di quel territorio, dove tutte le attività economiche dovevano essere ovviamente gestite con criteri diversi rispetto a quelli con cui venivano gestite al Sud, dove non si trattava di mettere le bombe, di far saltare in aria gli esercizi commerciali rispetto al debitore che non paga o di eliminare il concorrente andandogli a sparare alle gambe».
Continua a leggere su LaCnews24.

top