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Bovalino capitale dei sequestri e il riscatto monstre per liberare il nipote «dell’uomo più ricco del mondo»

Nel 1973 triste parabola di Paul Getty III rilasciato dopo cinque mesi dopo il pagamento di tre milioni di dollari

Bovalino capitale dei sequestri e il riscatto monstre per liberare il nipote «dell’uomo più ricco del mondo»

Di Alessia Truzzolillo – Nel secolo scorso i sequestri di persona sono stati 694, oltre la metà sono stati eseguiti dalla ‘ndrangheta. Gli ostaggi venivano nascosti nelle viscere dell’Aspromonte. Non tutti i sequestri si concludevano con la consegna del denaro e la liberazione della vittima. Si calcola che circa un terzo dei sequestrati non abbia più fatto ritorno a casa, uccisi o morti per le dure condizioni in cui venivano tenuti.
L’anonima sequestri non ha mai avuto confiniColpiva in Calabria come nel Nord Italia. Prendeva di mira industriali, piccoli esercenti, professionisti. I suoi bersagli potevano essere donne e uomini, adulti o bambini. «Bovalino – racconta Pietro Comito nel corso della quarta puntata di Mammasantissima – viene presto indicata come la capitale dei sequestri nonostante l’anonima non avesse risparmiato neppure i suoi cittadini».  

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