mercoledì,Dicembre 2 2020

«Con le donazioni delle famiglie cresce l’offerta del polo culturale»

Il sindaco Falcomatà agli studenti di “Promuovi…amo il Polo culturale Mattia Preti” che, nella sala “Calipari” del Consiglio regionale

«Con le donazioni delle famiglie cresce l’offerta del polo culturale»

Con le donazioni delle famiglie cresce l’offerta culturale. Questa l’idea del sindaco Giuseppe Falcomatà che, stamane, ha preso parte all’iniziativa “Promuovi…amo il Polo culturale Mattia Preti” nella sala “Calipari” del Consiglio regionale. Insieme al primo cittadino numerosi studenti intervenuti all’evento promosso da Palazzo Campanella, dall’Ufficio scolastico regionale, dal Liceo artistico “Preti-Frangipane” e dai distretti Rotary “2100” e “Parallelo 38”.
«In questi anni – ha spiegato Falcomatà – abbiamo ricevuto tantissime proposte di donazioni da molte famiglie reggine che, a seguito di un lascito, hanno espresso la volontà di voler consegnare alla città intere collezioni. Un segno bellissimo di apertura del proprio privato al territorio che avrà modo di crescere attraverso anni di arricchimento culturale fatto di volumi spesso storici e rari.

Il pensiero del primo cittadino è subito andato ad Antonino Candido, il giovane vigile del fuoco reggino morto durante un intervento ad Alessandria: «Un figlio della nostra terra caduto nell’esercizio del proprio dovere». «Una tragedia – ha detto Falcomatà – che è un po’ la fotografia delle storie di tanti giovani della nostra città che, troppo spesso, sono costretti ad andare via e, una volta fuori, si distinguono per passione, impegno, dedizione per il proprio lavoro. Oggi è doveroso rendergli il giusto tributo». Dopo aver ringraziato il Rotary per «l’impegno messo al servizio del territorio ed al fianco delle istituzioni», l’inquilino di Palazzo san Giorgio si è concentrato sull’importanza della sinergia fra gli enti che «non è una scelta, ma l’unica scelta che può consentire di risolvere molti problemi della nostra città». Un plauso, Falcomatà, l’ha poi rivolto al presidente del consiglio regionale, Nicola Irto, per «la cura, fin dal 2014, dedicata al “Polo Mattia Preti” contribuendo a renderlo la casa che custodisce il patrimonio culturale cittadino e calabrese». Citando l’indimenticato Renato Nicolini, già professore dell’Università “Mediterranea”, il sindaco ha ribadito che «la cultura è un bene prezioso così come l’acqua». «E – ha spigato – come l’acqua deve costare poco ed essere accessibile a tutti perché è imprescindibile per la vita e per costruire sviluppo nei territori». «Proprio la parola “accessibilità” – ha aggiunto il primo cittadino – ha caratterizzato la realizzazione di questo polo culturale che, in circa 40 mila volumi, racchiude la storia della nostra terra, della nostra identità, delle minoranze linguistiche, che include testi sulla ‘ndrangheta e sull’impegno di chi, con estremo sacrificio, ha combattuto per quella che il nostro questore, Maurizio Vallone, chiamerebbe “andrangheta”, ovvero con l’alfa privativa che sta a significare tutti quei condizionamenti che, purtroppo, hanno mortificato il nostro sviluppo. Credo, comunque, che ci sia ancora tantissimo da fare».
L’ultima riflessione del sindaco è legata a recenti fatti di cronaca, i cori razzisti contro Mario Balotelli, che dimostrano quanto ancora ci sia da fare in campo culturale: «Il nostro Paese è troppo ignorante se, alle soglie del 2020, un ragazzo di colore viene fischiato per il semplice colore della pelle. E che sia italiano passa in ultimo piano; qui si parla di ignoranza rispetto a quelle che devono essere le condizioni minime di rispetto dell’individuo che, come recita la nostra Costituzione, passa a prescindere da orientamenti politici, religiosi e figuriamoci dal colore della pelle».