sabato,Ottobre 31 2020

Stop alla violenza di genere nelle carceri. La Nava presenta il progetto

VIDEO | L’iniziativa, che mira a promuovere e sensibilizzare la non violenza all’interno delle carceri, è stata presentata ieri nella sala “Rita Pisano” del Consiglio Regionale della Calabria

Stop alla violenza di genere nelle carceri. La Nava presenta il progetto

I diritti delle detenute al centro del progetto promosso dalla Commissione regionale pari opportunità presieduta da Cinzia Nava. L’iniziativa, che mira a promuovere e sensibilizzare la non violenza all’interno delle carceri, è stata presentata ieri nella sala “Rita Pisano” del Consiglio Regionale della Calabria.

Il progetto, che partirà già oggi a Catanzato, precede diverse tappe nei penitenziari calabresi illustrate dalla presidente Nava, dalla vicepresidente Monica Falcomatà e dalle commissarie.

Presente anche il provveditore delle carceri della Calabria Liberato Gerardo Guerriero che ha spiegato come questa iniziativa sia stata resa possibile grazie all’attuazione del protocollo sottoscritto nel 2018 che prevede l’attività di formazione dei detenuti.

«Questo protocollo ha come obiettivo di portare all’interno degli istituti penitenziari il dibattito sulla violenza di genere – ha dichiarato Guerriero – soprattutto perché all’interno dei penitenziari esiste una separazione con chi ha commesso reati di violenza perché non sono ben visti dagli altri detenuti. Grazie a queste iniziative, invece, il carcere viene visto come parte della società. L’attenzione che la Crpo mostra con questo progetto ci fa sentire vicini alla collettività, alla società civile e ci aiuta a organizzare percorsi di recupero e rinserimento sociale».

Durante l’incontro sono state elencate le tappe del percorso che vedrà protagonisti gli istituti penitenziari calabresi, la seconda tappa è prevista il  21 novembre Rossano, il 25 novembre Cosenza poi Vibo Valentia, Crotone, Laureana di Borrello e Castrovillari. Un programma che proseguirà anche nei mesi successivi. 

Anche per Nicoletta Irrera, funzionario giuridico pedagogico del Ministero della Giustizia, questa convenzione consente di impegnare le risorse disponibili perché è necessario far capire all’esterno dei penitenziati che «è interesse di tutti il reato che una persona commette perchè incide sull’intera città, chi inquina, chi ci danneggia, chi ruba, chi sporca, chi ci violenta fa un danno all’intera comunità».

Un pensiero condiviso anche dal Garante Regionale dei diritti dei dentuti Agostino Siviglia, sempre più convinto che nei percorsi intrapresi sia «fondamentale la soggettività del singolo individuo. In realtà, tranne poche eccezioni, non ci sono strutture destinate alle donne, ci sono al limite sezioni distaccate. Ma le attività limitate a loro destinate non possono bastare perché le donne sono mamme, figlie, spose e hanno un microcosmo particolare che merita attenzione».

La presidente Nava ha, invece, illustrato la proposta di legge che la Crpo invierà al Parlamento Italiano, con uno scopo ben preciso: «Evitare assolutamente la morte. Chiediamo l’attuazione della convenzione di Istanbul: prevenzione tramite la formazione nelle scuole, la protezione della vittima e la persecuzione del carnefice».

Il progetto prende forma proprio da questa esigenza e la vicepresidente Falcomatà ha evidenziato come solo tramite percorsi mirati di rinserimento, destinati ai soggetti che hanno subito violenza, si può attuare questa convenzione.

«L’obiettivo ultimo è recuperare i soggetti maltrattati per fermare la spirale di violenza».