sabato,Ottobre 31 2020

L’impegno del museo di Reggio per un’offerta espositiva dinamica

Nuova collocazione per il Cavaliere di Casa Marafioti. Trasferta partenopea per la Testa del Filosofo, al museo archeologico di Napoli

L’impegno del museo di Reggio per un’offerta espositiva dinamica

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria prosegue nel suo impegno per un’offerta espositiva dinamica e suggestiva. Mentre nel magnifico spazio di Piazza Paolo Orsi si potrà ancora visitare, fino ai primi di dicembre, la mostra “Medma, Una colonia locrese sul Tirreno”, curata dal direttore Carmelo Malacrino e dall’archeologo Maurizio Cannatà, novità riguardano il livello B dell’allestimento permanente, dove il Museo propone una nuova collocazione per un capolavoro delle collezioni del MArRC: il cosiddetto Cavaliere di Casa Marafioti, grande gruppo fittile databile alla fine del V secolo a.C. e scoperto da Paolo Orsi nel 1911 a Locri.   

Simbolo della mostra “Paolo Orsi. Alle origini dell’archeologia tra Calabria e Sicilia”, che ha dominato l’offerta culturale dei mesi estivi, il Cavaliere lascia la sua precedente collocazione per essere maggiormente valorizzato. 

«L’obiettivo – dichiara Malacrino – è quello di poter ammirare il Cavaliere a 360 gradi, consentendo ai visitatori di cogliere il gruppo fittile nella sua interezza e in tutte le sue peculiarità. E al tempo stesso di collocarlo in una posizione che lo renda emblema della sezione espositiva dedicata alla Calabria in età greca. Ringrazio l’arch. Elena Nicolò e tutto l’Ufficio Tecnico del Museo per questo straordinario risultato, che contribuisce a promuovere l’arte della Calabria antica».

Continua, poi, l’impegno del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria nel consolidare rapporti e progetti con gli altri grandi musei per promuovere la cultura della Magna Grecia. Dal 5 dicembre la “Testa del Filosofo” sarà protagonista al Museo Archeologico di Napoli, diretto da Paolo Giulierini, nella grande mostra “Thalassa. Meraviglie sommerse del Mediterraneo”.

L’esposizione, con oltre quattrocento reperti provenienti da prestigiose istituzionali italiane e internazionali, ricostruirà il volto del Mare Nostrum che, sin dall’antichità, aveva un profondo valore simbolico, culturale ed economico.

«Un prestito temporaneo – commenta il Direttore Malacrino – che porterà grandi vantaggi per questo capolavoro, esposto insieme ai Bronzi di Riace. La nostra meravigliosa Testa bronzea sarà valorizzata in un progetto espositivo e scientifico di respiro internazionale, che il MArRC sta sostenendo anche con altri reperti. In questi anni abbiamo avuto l’onore di ospitare nelle nostre esposizioni importanti opere del Museo partenopeo, nell’ambito di relazioni istituzionali utili a rendere sempre più attrattiva l’offerta museale del Mezzogiorno d’Italia. E non è la prima volta che le bellezze artistiche e archeologiche del nostro Museo rappresentano la Calabria oltre i confini della regione, sia in Italia che all’estero. Ma non finisce qui; presto avremo la possibilità – continua Malacrino – di esporre nel nostro Museo eccezionali reperti calabresi entrati nelle collezioni borboniche e conservati a Napoli. Questi piccoli e grandi capolavori verranno presentati in una grande mostra che sarà allestita a Reggio nei primi mesi del 2020».

Nella prossima settimana, infine, il direttore Malacrino rappresenterà il Museo alla RO.ME Museum Exibition, la piattaforma internazionale per la comunità professionale del settore archeologico. Il 27 novembre, alla presenza del Ministro Franceschini, sarà presente al convegno inaugurale, occasione utile, dopo Paestum, per i direttori dei musei di raccontare le esperienze e le visioni delle realtà e dei beni archeologici italiani.