sabato,Maggio 28 2022

Successo per la prima giornata del Festival Miti Contemporanei

Un'intensa giornata, tra focus sulla drammaturgia contemporanea del Mediterraneo e standing ovation per "Le Serve", nella versione portata in scena dal teatro "Karolos Koun" di Atene

Successo per la prima giornata del Festival Miti Contemporanei

Un’intensa giornata, tra focus sulla drammaturgia contemporanea del Mediterraneo e standing ovation per “Le Serve”, nella versione portata in scena dal teatro “Karolos Koun” di Atene, ha aperto l’VIII edizione del Festival “Miti Contemporanei”, organizzato dalla Compagnia Scena Nuda, diretta da Teresa Timpano. Tanti momenti, dunque, hanno scandito l’apertura del Festival: l’Odeion, giovedì, ha ospitato l’incontro stampa – introdotto da Teresa Timpano e dalla giornalista Paola Abenavoli – con gli artisti e i protagonisti di questo appuntamento culturale ormai diventato punto di riferimento per il teatro del Mediterraneo, e non solo.

Numerosi gli interventi: da Giada Costa e Giuseppe Vignieri, interpreti di “Come Hansel e Gretel”, spettacolo che rilegge la favola dei Grimm in chiave contemporanea e che ha aperto il Festival con la matinée dedicata ai ragazzi; a Pasquale Amato, fondatore e presidente del “Premio Nosside”, la cui cerimonia di premiazione al Museo Archeologico, è inserita nella programmazione del Festival; a Paolo Genoese, promotore dell’evento condiviso con il “Face Festival”, ovvero l’installazione realizzata da Shendra Stucki, un suggestivo albero composto da fili elettrici, che si potrà ammirare al Castello aragonese fino al 4 dicembre; a Irene Tripodi, presidente di Aiparc, una delle associazioni coinvolte in “AltriLuoghi Festival”, Il sottoprogetto di Miti Contemporanei che ha portato, tra ottobre e novembre, il teatro in diversi luoghi della città. A parlarne, anche tre dei quattro attori impegnati nelle performance, Lorenzo Praticò, Miryam Chilà e Adriana Cuzzocrea. Particolare interesse hanno suscitato gli interventi di Giorgia Karvunaki – ricercatrice e traduttrice, che ha spiegato la genesi della collaborazione con il Festival, che ha portato alla organizzazione del Focus sulla drammaturgia contemporanea e alla creazione di questo ideale ponte tra Calabria e Grecia – e, restando in tema, la regista Marianna Calbari, anche interprete insieme a Katia Gerou e Kostantina Talkou, dello spettacolo “Le serve”, andato in scena ieri sera al Ridotto del “Teatro Cilea”. La regista ha illustrato la contemporaneità del mito, del testo, e si è anche soffermata sul rapporto con il Festival, auspicando altre sinergie future.

Sempre di mito e sempre di ponte Italia-Grecia si è continuato a parlare nel pomeriggio, alla Biblioteca Comunale, nel corso di un partecipato Focus, che ha costituito un momento inedito per Reggio: una riflessione a più voci su drammaturgia, messinscena, critica, con la possibilità di avvicinarsi ad un testo tradotto in italiano del grande autore greco Paris Takopulos. A fare entrare il pubblico nel mondo di colui che viene identificato come il Beckett greco, sono state Giorgia Karvunaki e la professoressa emerita presso l’Università di Atene, Chara Bakonikola, che ha sottolineato la particolarità della drammaturgia di Takopulos, il suo destrutturare, l’interessante stile. Come poi ha dimostrato, nell’interpretare un brano de “Il penultimo dei Monikin”, l’attore Lorenzo Praticò. Si è passati, quindi, ad un nuovo testo italiano, “Pasifae – madre di un Minotauro”, scritto da Filippo Gessi, autore di Scena Nuda. Una rilettura del mito, anche questa inedita – come hanno spiegato il critico teatrale Paola Abenavoli e lo stesso autore -, dal punto di vista della protagonista e con una sottolineatura di temi, come quello del giudizio. Ad interpretarne un brano, Teresa Timpano e Miryam Chilà.
La seconda parte dell’incontro è stata, invece, dedicata alla lettura critica del teatro contemporaneo e di come esso reinterpreti il mito: una disamina condotta con efficacia e visione precisa da Giulio Baffi, critico di Repubblica e presidente dell’associazione nazionale critici di Teatro, associazione che ha collaborato alla promozione del Focus, insieme al Gispe (Giornalisti spettacolo), gruppo di specializzazione nato all’interno del Sindacato Giornalisti Calabria. Baffi ha descritto come gli autori contemporanei si rapportino al mito, quale lo stato del teatro contemporaneo oggi, l’approccio odierno al classico e al reale, e cosa manca a queste letture. Interessanti spunti sono giunti, poi, anche dall’intervento dalla giornalista Anna Foti, componente del direttivo del Gispe, che si è soffermata sulla necessità che il teatro contemporaneo, come tutto il mondo della cultura, si approcci alle tematiche che oggi maggiormente riguardano la società, a partire, ad esempio, dall’argomento delle migrazioni, e come il giornalismo possa contribuire a far conoscere quanto di innovativo viene creato, aspetto che costituisce uno degli obiettivi dello stesso Gispe. Un focus partecipato, dunque, un’analisi da portare avanti, come auspicato dallo stesso Baffi.

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