Ritorna in libreria “Tibi e Tàscia”, il romanzo-capolavoro di Strati

Il piano editoriale prevede due uscite all'anno. Giovedì la presentazione alla biblioteca comunale di Palazzo Nieddu a Locri
Il piano editoriale prevede due uscite all'anno. Giovedì la presentazione alla biblioteca comunale di Palazzo Nieddu a Locri

«Questo “romanzo dell’infanzia” scritto da un giovane calabrese che ha potuto accedere agli studi (e all’emigrazione come scoperta e come possibilità) difficilmente chi oggi lo scopre potrà dimenticarlo. Questa scoperta sarà per lui qualcosa di più che la scoperta di un buon romanzo ormai “storico” e lontano, sarà pur sempre quella di uno dei più bei romanzi sull’infanzia che si conoscano, un romanzo sull’infanzia degno dei più grandi, ma con una sua diversità tutta nostra, tutta italiana».
È il giudizio di Goffredo Fofi che firma la prefazione di «Tibi e Tàscia», il romanzo di Saverio Strati (probabilmente il più celebre tra i suoi romanzi), che inaugura l’Opera Omnia dello scrittore che Rubbettino lancia da questo mese in libreria.

Con «Tibi e Tàscia», probabilmente il romanzo di formazione più amato della letteratura italiana del secondo dopoguerra ha dunque inizio un’operazione attesa da anni che porterà a riportare all’attenzione del mondo culturale e intellettuale le opere dello scrittore allievo di Giacomo De Benedetti che approdò agli studi e alla letteratura oramai adulto, dopo aver dovuto abbandonare da bambino la scuola per fare il muratore, e che ha segnato, sulla scia feconda di Alvaro, Perri, Silone una traccia significativa nella letteratura meridionale.

Il piano editoriale prevede due uscite all’anno. Tra le prime, si annunciano «La Teda», «Il Selvaggio di Santa Venere» e il romanzo inedito «Tutta una vita».
«È necessario – ha dichiarato l’editore, Florindo Rubbettino – che la cultura italiana riscopra veramente Saverio Strati, al di là dei proclami e della retorica e lo si può fare in un unico modo, leggendo le sue opere. Per questa ragione abbiamo deciso di ripubblicare i libri del maestro di Sant’Agata del Bianco in maniera non convenzionale, con una grafica vivace e affidando i testi introduttivi a intellettuali, giornalisti e scrittori contemporanei».