martedì,Luglio 27 2021

Furfaro: «Andare su Marte è un problema politico, serve un programma serio»

L’astrofisico originario di Roccella Jonica ospite a Reggio racconta i suoi progetti extraterrestri

Furfaro: «Andare su Marte è un problema politico, serve un programma serio»

«Andare su Marte è un problema politico, serve un programma serio d’investimenti». Anche di questo si è parlato ieri mattina, nella chiacchierata informale, in sala presidenza del consiglio comunale a palazzo San Giorgio con l’astrofisico originario di Roccella Jonica, Roberto Furfaro. Il direttore dello Space Systems Engineering Laboratory dell’Università dell’Arizona è stato ricevuto dal presidente del consiglio comunale Demetrio Delfino. Furfaro insegna Ingegneria dei Sistemi Aerospaziali e lavora con la Nasa. A Reggio ha raccontato, in una breve intervista, i suoi progetti “extraterrestri”.

Il progetto Green House, coltivazioni extraterrestri
«Uno dei progetti che mi sta più a cuore – spiega Furfaro – è quello che noi chiamiamo Mars 1 e green house, serre per basi lunari e per basi marziane, queste serre lavorano in assenza di suolo, si sviluppano attraverso nutrienti in soluzione liquida. Oltretutto sono serre gonfiabili: possono essere compresse e poi, una volta sulla superficie lunare (o marziana) si possono estendere e sono completamente autonome. L’idea che stiamo testando è quella di poter estrarre, da una unità sei metri per due, il 50% di calorie al giorni per astronauti, per poi riciclare completamente sia l’acqua sia l’ossigeno».

Si potrà abitare su Marte?
Lo scienziato chiarisce «È un problema politico, nel senso che ci vuole un programma serio di investimenti dell’ordine di venti anni. Il problema è che negli Usa l’amministrazione cambia ogni 4 anni, quindi risulta difficile programmare una cosa così a lungo termine, a meno che non ci sia un obiettivo preciso ed una volontà politica da mantenere indipendentemente dalle fazioni che ci sono. Credo ci vogliano 100 miliardi di dollari da investire». Perché naturalmente servirà fare i conti con problematiche da risolvere: «Ad esempio quello di viaggiare nello spazio sotto le radiazioni che sono pericolose: attualmente per andare su Marte, con la nostra tecnologia, ci vogliono sette mesi di esposizione a radiazioni». Ci vogliono investimenti dunque ma c’è un alternativa alla necessità di trovare forte volontà politica indirizzata a quest’obiettivo. «La volontà privata – chiarisce Furfaro – come sta già accadendo. Ma, in questo caso, c’è sempre la necessità di aprire nuovi mercati perché serve business altrimenti non avrebbe senso».

Il piano di difesa contro gli asteriodi
Quello degli asteroidi è un problema reale e non solo un’invenzione di film di fantascienza. «“Nio surveyor” è un progetto che riguarda gli asteroidi appena approvato dalla Nasa. L’idea è quella di mandare un satellite in un punto di equilibrio tra la terra e il sole e mapperemo più del 90% degli asteroidi che sono più grandi di 140 metri. L’idea è quella di caratterizzare tutti gli asteroidi che sono in prossimità della Terra e fare una lista in funzione della pericolosità e seguirli per essere sicuri che non per essere sicuri che non impattino. Tutto questo va sotto il programma Nasa di protezione (o difesa) planetaria».

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