martedì,Dicembre 1 2020

Immigrati, dai lager delle detenzione alle coste italiane

Al liceo Campanella di Reggio, quarta tappa del progetto "A- 'ndrangheta, progettiamo una città senza crimine", la testimonianza del sostituto procuratore Sara Amerio

Immigrati, dai lager delle detenzione alle coste italiane

Sfruttate, torturate per mesi. È questo il terribile destino delle ragazze immigrate che cercano salvezza in Italia. Un racconto accorato che serva a far riflettere i giovani, quello di ieri mattina, al liceo classico “Tommaso Campanella” di Reggio Calabria che ha ospitato il quarto incontro tematico nell’ambito del progetto “A- ‘ndrangheta, progettiamo una città senza crimine”.

L’incontro aveva come tema “Integrazione tra diversi”. Toccante la testimonianza di Sara Amerio, Sostituto Procuratore Dda di Reggio Calabria che, nel suo lavoro, ha ascoltato e visto persone arrivate sui barconi in cerca di migliore fortuna. Il sostituto procuratore, nel racconto che fa ai ragazzi, si sofferma sulle storie di persone che hanno persino l’età degli studenti che la stanno ascoltando.

Molti di loro sono giovani donne. Sono lunghi viaggi che intraprendono i migranti: «Voi pensate alla traversata dalla Libia come un viaggio breve, invece passano dei mesi dal momento in cui queste persone partono dai loro villaggi». La detenzione dura dei mesi il sistema di reclutamento di queste persone necessita di un pagamento. Nei micidiali periodi di detenzione «in centri, a volte veri lager, in cui le persone e le donne, vengono tenute, violentate, torturate con sistemi di una violenze inaudite: corrente elettriche, spranghe».

Ed è per questo che alcune di loro portano i segni di queste violenze. Il caso più drammatico e atroce «è quello di una ragazza – prosegue il sostituto procuratore – utilizzata come un portacenere, a cui hanno spento le sigarette sul volto, uno dei livelli più bassa per distruggere una persona. In alcuni casi abbiamo difficoltà probatorie. Ma non in questo caso emblematico di come un soggetto può essere trattato come una cosa».

L’incontro si inserisce nel progetto che prevede la partecipazione di 32 istituti scolastici, 64 docenti e 128 studenti interessati, 32 Tutor della Polizia di Stato, e 480 esperti che parteciperanno ai convegni organizzati tra la Polizia di Stato e gli studenti, che si svolgeranno nei primi sei mesi dell’anno scolastico appena iniziato, e che verteranno su diverse materie legate tutte alla violenza.

Obiettivo principale del progetto, di durata biennale, è quello di diffondere la cultura della legalità tra i più giovani. L’incontro è stato coordinato dal questore di Reggio Calabria, Maurizio Vallone, nella sua qualità di Tutor esterno del PCTO. Sono intervenuti anche Salvatore Berlingò, Rettore dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, Celeste Lo Giacco, Segretaria CGIL per la piana di Gioia Tauro.