sabato,Ottobre 31 2020

Al MarRc prendono forma i percorsi dedicati a Umberto Boccioni

Un itinerario che abbraccia anche la biblioteca De Nava, la pinacoteca civica e palazzo Crupi

Al MarRc prendono forma i percorsi dedicati a Umberto Boccioni

Al MarRc prendono forma i percorsi dedicati a Umberto Boccioni. Non è una semplice mostra, o meglio, non vuol essere solo un’esposizione. L’idea di Marisa Cagliostro è stata quella di riunire tessere di un puzzle da comporre per avere bene in mente che i reggini sono parte della storia e della cultura internazionale. E questo grazie ad artisti come Umberto Boccioni. Cinque stampe ed una scultura sono la testimonianza del piccolo (come numero) ma immenso (come valore) patrimonio del futurista reggino.

A battesimo sabato la mostra, al Museo archeologico di Reggio Calabria “Umberto Boccioni. Un percorso”, a cura di Marisa Cagliostro, già docente di Storia dell’Architettura presso l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria e componente del Comitato Scientifico del MArRC, con Antonella Cucciniello, direttrice del Polo Museale della Calabria. Con la mostra il museo entra nella piattaforma del MiBACT dedicata al progetto “Luoghi del contemporaneo” (promosso dalla Direzione generale creatività contemporanea e rigenerazione urbana).

I percorsi

Un percorso che parte dalle opere mostrate e che prosegue nelle scuole, soprattutto negli istituti che a Boccioni sono dedicati. Un itinerario che si concretizza partendo dalla pinacotaca civica dove vi sono opere collegate al futurismo, che attraversa (materialmente) il corso Garibaldi per arrivare nella via in cui c’è ancora la casa in cui nacque l’artista reggino e che poi tocca palazzo Crupi con le opere futuriste degli amici di Boccioni. Un percorso che passa attraverso la discussione in conferenza delle principali tematiche del futurismo di Boccioni.

«Dopo oltre un quindicennio dall’ultima occasione espositiva sull’artista, si presenta, nella città che gli diede i natali da genitori romagnoli – afferma Cagliostro –  un nuovo omaggio a Umberto Boccioni, con l’obiettivo di continuare a celebrare questa fortunata contingenza dovuta agli spostamenti per lavoro del padre. L’occasione si offre a giovani studenti e studiosi e ai visitatori tutti del nostro grande Museo perché possano godere, anche se per un breve periodo, di piccoli brani della sua opera originale per meglio comprenderne l’importanza nella storiografia artistica contemporanea e il suo personale contributo al sorgere e formarsi del Movimento futurista a fianco dei suoi maggiori esponenti firmatari del primo Manifesto di Marinetti nel 1909, con Balla, Severini, Russolo e altri contemporanei e proseliti».

I luoghi coinvolti

«Sono orgogliosa di essere presente come reggina e come rappresentante dell’amministrazione – ha chiarito Irene Calabrò, assessore comunale alla valorizzazione del patrimonio artistico – dopo tanti anni Reggio Calabria ospita una mostra di arte contemporanea, una mancanza che da tempo si sentiva in città e sono ancora più orgogliosa che, ad ospitarla, sia palazzo Piacentini, un palazzo che si apre, il tempio dell’arte in cui i reggini si identificano e che oggi sarà arricchito dal nuovo percorso espositivo temporaneo.

La curatrice, Marisa Cagliostro ha voluto coinvolgere l’amministrazione reggina,  per una mostra dedicata alla città, che tocca luoghi nevralgici valorizzandoli dal punto di vista che questo movimento, quindi la corrente futurista, ha lasciato a Reggio. Un percorso che tocca i punti culturali a partire dalla biblioteca “De Nava”, in cui saranno esposte le riviste dell’epoca, custodite; passando dalla pinacoteca civica dove sono esposti due quadri di Benedetto che proviene dalla corrente futurista di Boccioni, quadri che il museo civico aveva custodito dopo le biennali d’arte che si erano svolte a Reggio calabria nel Novecento.

Per finire al Duomo in un palazzo ricostruito dopo il terremoto è affissa una targa che segna la casa in cui nacque Boccioni durante i primi anni della sua vita. La targa sarà restaurata col supporto dell’amministrazione e del restauratore Giuseppe Mantella che ha offerto la sua collaborazione.

È ora che la città si riconosca nella sua veste migliore che punta sulla cultura che vuole sicuramente superare le emergenze».

Nel corso dell’incontro l’assessore ha sollecitato il direttore del museo, Carmelo Malacrino, affinchè possa dare una mano e si possa costituire il nuovo museo civico con la ricognizione dei reperti custoditi presso i depositi del MarRc, in modo da dare forma a questo nuovo spazio che libererà altri spazi in città: sia in biblioteca che in pinacoteca, «spazi che – chiude Calabrò – potranno essere destinati a nuove dimensioni espositive e quindi arricchiranno l’offerta culturale in città».