lunedì,Novembre 30 2020

Cai, escursione tra uliveti, frantoi e siti storici nella collina di Fossato

Tra panorami mozzafiato, canion ed antiche rovine, un viaggio nella Calabria tutta da scoprire

Cai, escursione tra uliveti, frantoi e siti storici nella collina di Fossato

Escursione ad anello di circa 8 km, tra uliveti e siti d’interesse storico-culturale, della collina Fossatese. A raccontare l’esperienza è Concetta Romeo, socia Cai, accompagnatore sez di escursione, consigliera Gruppo Regionale Cai Calabria.

Visita all’affresco Bizantino di Santastasi. L’area archeologica si estende per circa 100 mq., delimitata da una rete metallica ancora provvisoria. La costruzione della piccola chiesetta, lunga quasi 8 metri e larga circa quattro risalirebbe secondo gli esperti a circa l’anno 1000, epoca in cui tanti monaci eremiti, provenienti dalla Grecia e dalla Turchia, trovarono rifugio e luogo di meditazione nelle nostre terre.

La parte absidale è formata da tre nicchie, due laterali di circa 50 cm. di larghezza per un’altezza di 130 cm. e quella centrale di circa 110 cm. di larghezza e circa 150 cm. di altezza. Nelle due nicchie laterali sono presenti ed ancora ben visibili tracce di affreschi rappresentanti figure maschili, presumibilmente icone di santi del culto orientale bizantino portato dai monaci basiliani.

Alle spalle dell’edicola i ruderi un vecchio “Trappitu”, di proprietà famiglia Crea, all’interno del quale sono presenti, coperti dalla ruggine alcuni vecchi macchinari: una pressa a vite azionata dalle braccia dei “Trappitari“, una vite senza fine sempre in ferro e delle ruote in pietra bianca in posizione verticale adibite a macina, anzi ad elemento schiacciatore, se si può definire così, sopra un supporto in muratura “schedha”.

Si attraversa un territorio con uliveti di prima categoria, dalla spremitura delle olive si ottiene un ottimo olio dalle proprietà organolettiche eccellenti, dal gusto fruttato e di minima gradazione di acidità. Man mano che si sale la vista della valle di Fossato comincia a rivelarsi nella sua grandiosità. Sulla sinistra le Frazione Serro, Rovere, San Luca e Fossatello, di fronte il centro del paese.

Da Ramundino, deviando a destra si prosegue fino a raggiungere il punto più alto dell’escursione: “Puntu d’Argentu”,chiamato così perché nel periodo invernale, quando l’aria fredda è molto tersa, durante le notti di plenilunio assume una colorazione particolare di colore argento. La luce lunare illumina gli uliveti di colore verde grigiastro e la luce riflessa dagli alberi sembra quasi argento ovattato. Da Puntu d’Argentu la strada, agevole, in falso piano porta alla località “Fasulari, un tempo ricca di vigneti da cui si otteneva un rinomato vino rosso, corposo e con gradazione alcoolica intorno ai 14 gradi.

Gli antichi vigneti ora hanno lasciato il posto alle piantagioni di giovani uliveti. La strada, ora in discesa porta abbastanza rapidamente all’abitato di Santalena. Il panorama si estende lungo tutto lo stretto di Messina dominato dall’Etna innevato e dal maestoso monolite della “Rocca di Santalena” e dalla possente “Rocca di Pentidattilo”.

A sinistra a vista si estende lungo la costa e il suo entroterra fino a Bova Marina. Si segue la strada in discesa attraversando l’abitato di Santalena fino a raggiungere il ponte sul Torrente S.Elia, che porta a Montebello per ammirare dall’alto il Canyon dello Stretto e l’abitato di Montebello. Si raggiunge il greto del torrente e percorre per qualche centinaio di metri il canyon dalle alte pareti rocciose a picco, alte in alcuni punti quasi 80 metri.

Si ritorna verso Fossato lungo il torrente, ricco di acqua anche nella stagione estiva e dopo circa un km. si raggiunge la località “Nunziata”, questo luogo, nonostante, l’altezza sul livello del mare di circa 400 metri, probabilmente favorito da un particolare microclima, vegeta e produce frutti di ottima qualità il bergamotto. Si segue un piccolo sentiero che porta alla chiesetta patronale dell’Annunziata, che ha dato il nome alla stessa. Agrumeti rigogliosi e vigneti di ottimo “Niredhu” nel passato erano le coltivazioni più ricche del posto.

La chiesa patronale dell’Annunziata costruita a metà del diciottesimo secolo dalla famiglia Manti di Montebello dedicata all’Annunciazione, si trova su un piccolo pianoro che sovrasta la campagna verde e lussureggiante. Ogni anno si rispetta una antica tradizione religiosa tra le popolazioni di Fossato e di Montebello. Una processione a piedi lungo il torrente di fedeli montebellesi porta il quadro dell’annunciazione che viene consegnato ai fedeli fossatesi per portarlo in solenne processione all’interno della chiesetta.

Viene celebrata una santa messa a propiziare i raccolti della campagna. Fino alla fine degli anni ’50 si effettuava una ricca fiera del bestiame. Arrivo al Frantoio Billari, oleificio tecnologico di nuova generazione, Grazie alla signora Sgrò Carmela abbiamo potuto visitare ed avere dimostrazione del ciclo dell’olio, dalla pesatura, lavaggio e frangitura e l’olio extra vergine.

Accoglienza e professionalità lo contraddistinguono come eccellenze del territorio a seguire i proprietari hanno offerto ai 55 partecipanti dell’escursione la degustazione dei prodotti tipici locali, quali capocollo, pancetta, formaggio, ricotte, olive, marmellate oltre all’alimento principe della giornata “l’olio” sul pane casareccio, per terminare con mandarini, arance e limoni.

Al temine dell’escursione i rappresentanti dell’Associazione Culturale “Fossatesi nel Mondo“, accompagnatori lungo tutto il percorso, con le sapienti spiegazioni storico culturali, del presidente Mimmo Pellicanò, esperto conoscitore ed appassionato dei luoghi, gli stessi ci hanno dato alcune dimostrazioni di giochi tradizionali fossatesi.

I soci Concetta Romeo e Rocco Romeo, accompagnatori ed organizzatori di questa splendida escursione denominata “la Valle di Fossato fra uliveti e frantoi” appartenenti al Cai sez Aspromonte, ci tengono, come da mission Cai, a far conoscere quanti desiderano far parte di una comunità di escursionisti consapevoli ed attenti, promuovendo comportamenti a difesa della montagna e del territorio, educando le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente, di se stessi e degli altri , riscoprendo le tradizioni storiche, culturali, antropologiche.