domenica,Novembre 29 2020

Ibrahim Diabate si è salvato dal ghetto di Rosarno con la poesia

Prima bracciante, oggi mediatore culturale, il ragazzo ivoriano ha un rapporto con la scrittura sin da quando era in Africa

Ibrahim Diabate si è salvato dal ghetto di Rosarno con la poesia

di Agostino Pantano

Ibrahim Diabate si è salvato dal ghetto di Rosarno, e come leva verso l’attuale integrazione – che gli ha dato una casa, un lavoro e un servizio come volontario – ha trovato la poesia. Prima bracciante, oggi mediatore culturale, il ragazzo ivoriano ha un rapporto con la scrittura sin da quando era in Africa – “praticamente da sempre”, spiega – e nei suoi testi parla d’amore ma anche delle ingiustizie nella società.

Ibrahim ha abitato per 8 anni nei casolari di campagna nella Piana di Gioia Tauro, e oggi spiega che «questa situazione di stenti, nella mia poesia, diventa un invito a non arrendersi, a pensare inoltre che nella vita ci sono tante cose sbagliate». A lui l’ispirazione viene la notte, «quando tutto è più calmo” dice, ma è “durante il giorno che – spiega – quando posso mi fermo e scrivo appunti che poi svilupperò».

Il migrante poeta lavora in un progetto della Federazione delle chiese evangeliche italiane, ed è pure un volontario della Croce rossa, oggi abita in una casa di Rosarno e ha un sogno: «credo che sia il momento di pubblicare queste opere – conclude – per far capire che la poesia si può intrecciare con la sete di rivolta contro ogni ingiustizia».