giovedì,Dicembre 3 2020

All’università Mediterranea: i giovani apprendono mettendosi al servizio della comunità

Reggio, presentazione ed avvio del percorso in rete “Successo formativo e cittadinanza attiva”

All’università Mediterranea: i giovani apprendono mettendosi al servizio della comunità

All’università Mediterranea: i giovani apprendono mettendosi al servizio della comunità. Presentato oggi pomeriggio, nei locali dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Dipartimento di Economia e Giurisprudenza il percorso in rete “Successo formativo e cittadinanza attiva”. Presenti Massimiliano Ferrara, direttore del dipartimento DiGiEs dell’università Mediterranea, Annamaria Cama, referente del progetto, l’avvocato Serena Minnella (componente dell’ufficio del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Metrocity), Fabio Pistarà, Michele Panzera, Maurizio Piscitelli.

«È un’attività di promozione in senso allargato quella portata avanti dal DiGiES nell’ultimo biennio – spiega Ferrara -e accoglie con grande favore iniziative di questo genere perché la nostra idea di università è di un ateneo che allarga i propri orizzonti cercando di inglobare le iniziative che vengono organizzate da player della società civile per cercare di promuovere un’idea di università aperta.

Quando poi s’incontrano iniziative che promuovono formazione e cittadinanza attiva ovviamente noi siamo ben lieti non solo di ospitare ma anche di coorganizzare l’erogazione di questa attività culturale e formativa. Sarà solo l’inizio di una serie di incontri di alta formazione nell’alveo di questo nuovo imprinting, proprio perché siamo convinti che anche dalle nostre latitudini si possa fare una università di livello con riflessi nel sociale e a livello internazionale. Tornando al progetto – chiude – durerà un mese, si tratta di un percorso snello ma di grandi contenuti».

Come spiega la professoressa Annamaria Cama, referente didattico «il progetto nasce da un’idea congiunta del questore Maurizio Vallone e del dottore Piscitelli, dirigente dell’ufficio VI e si propone di offrire dei modelli positivi, dei comportamenti prosociali e proattivi ai giovani nella scuola. È indirizzato agli studenti di scienza della formazione primaria della Università Mediterranea di Reggio Calabria ed ai docenti delle scuole della provincia. Sviluppa in particolare una strategia terapeutica e una didattica che  possono avere grande sviluppo e grande interesse nella scuola».

Così da un lato c’è la pet therapy o meglio l’educazione assistita dagli animali sulla quale si è soffermato il professore Michele Panzera che è il docente della facoltà di veterinaria oltre che responsabile del centro di educazione assistita dagli animali della facoltà di Messina e, dall’altro il service learnig, della docente Maria Salvi che è una figura dirigente dell’istituto comprensivo Vespucci di Vibo Marina.

In particolare chiarisce Cama « service learning è strategia che coniuga l’apprendimento ed il servizio: i giovani apprendono mettendosi al servizio della comunità, degli altri. Una strategia che ha iniziato a diffondersi in America Latina, negli Stati uniti che sta prendendo piede anche in Italia grazie al professor Italo Fiorin della Lumsa di Roma, ma che ha anche altri illustri rappresentanti. E che offre tantissima possibilità di sviluppo, e qui si torna all’idea del questore, perché riteniamo che l’educazione civica non debba essere applicata in teoria ma che si debba calare nella pratica del vissuto quotidiano degli studenti».