lunedì,Dicembre 6 2021

Coronavirus in Calabria, la scuola in attesa di linee guida e risorse per attuare i piani di sicurezza

I sindacati intanto presentano un documento unitario sottoscritto a livello regionale e propongono di ricorrere ai fondi europei

Coronavirus in Calabria, la scuola in attesa di linee guida e risorse per attuare i piani di sicurezza

Nessuna organizzazione per la scuola in attesa di un protocollo nazionale che poi si dipanerà in protocolli regionali e provinciali. Ma, soprattutto, incertezza sulle risorse, fondamentali per attuare i piani di sicurezza.

Su queste tematiche hanno discusso online con i giornalisti i sindacati calabresi della scuola. In particolare: problematiche emergenti per le scuole nella fase due di contrasto dell’emergenza da covid-19 e questioni riguardanti la sicurezza nelle scuole; la didattica a distanza; la ripresa a settembre; gli strumenti e le risorse necessarie nella nostra regione. Frutto delle sinergie sindacali è un documento unitario sottoscritto a livello regionale. Per giorno 13 maggio è prevista un’assemblea unitaria in videoconferenza in tutte le province della regione per ascoltare le voci dei lavoratori. Ma vediamo quali temi sono stati al centro del dibattito.

Ad aprire le danze è Vincenzo Guida, della Cisl scuola Calabria (per il segretario generale Arcangelo Carbone, impegnato in altra riunione). In questa emergenza, sottolinea «Ci stiamo la sicurezza sui luoghi di lavoro, avremo un periodo di convivenza e serve prestare massima attenzione. Soprattutto per la creazione del protocollo di sicurezza nazionale vengano ascoltate anche le organizzazioni sindacali – a proposito poi di didattica a distanza e il lavoro agile – il nostro contratto non prevede come agire con la didattica a distanza e per questo sta succedendo di tutto, le scuole non sono organizzate e ne sentiamo di tutti i colori, vogliamo regolarizzare questa situazione». Infine il decreto del governo «In arrivo ci sono risorse che risorse? Senza risorse non si potrà attuare la sicurezza necessaria».

Per Aldo Romagnino, segretario regionale dello Snals «Alla scuola, istituzione fondamentale per il Paese, non è stata data la giusta dimensione, anzi è stata depauperata. La scuola per sua natura non è assimilabile a nessun servizio». Da qui «il protocollo di riferimento potrà essere un’occasione, dovrà dare indicazione sui meccanismi da attuare e la partecipazione della parti sociali risulta essenziale».  Nel frattempo però, anche in relazione ad un ritorno sui banchi a settembre, ci sono problematiche da affrontare, uno su tutti : «Le scuole non hanno  strumenti e fondi per effettuare le sanificazioni».

Paolo Pizzo, segretario generale Uil Scuola Calabria ricorda che, qualche mese fa, i 5 sindacati avevano indetto uno sciopero «revocato per buon senso. Di fatto – aggiunge – le nostre rivendicazioni contro governo e ministro non nascono oggi. Abbiamo una consapevolezza in più, le rivendicazioni si sono amplificate e moltiplicate. Il ministro Azzolina risulta inadeguato nel ricoprire il ruolo che ha ed inefficace. E dal 13 maggio 3 ci riprenderemo le piazze in modo virtuale per dare la parole ai lavoratori». E poi l’elenco dei tre punti fondamentali: investimenti nella scuola, didattica a distanza e concorsi. «Servono presidi sanitari, informare le famiglie e servono certezze sulle responsabilità, non è possibile scaricare alle scuole e sul personale l’onere della garanzia della sicurezza sanitaria, dobbiamo avvertire le famiglie che alla salute dei figli non ci penserà nessuno. Ci vuole un investimento che finora non c’è stato». Pizzo aggiunge che la didattica a distanza (o didattica dell’emergenza o della disperazione) è solo uno strumento» e per quanto riguarda i concorsi: «Tra fine giugno e fine agosto ci saranno 150mila docenti licenziati, per poi essere riassunti a settembre. Vogliamo un contratto per tutti i lavoratori in servizio senza quiz e concorso per domande».

Sempre sul tema docenti, Mimmo Denaro, segretario generale  della Flc Cgil Calabria, parla del taglio degli organici: su un taglio di 5000 posti nel Apese, perdita in Calabria sarà di 420 unità di personale docente. Denaro sottolinea l’incertezza prima ancora che dell’inizio dell’anno scolastico, legata agli esami di primo e secondo ciclo: «C’è grande confusione. Senza risposte chiare sulle procedure, non sappiamo come il personale si dovrà organizzare, occorre attivare un protocollo che va declinato a livello regionale e provinciale, per partire da giugno si deve partire da ora. Il personale non è in grado di procedere alla sanificazioni, le scuole al distanziamento». E, in questo contesto, afferma «Denunciamo un’assenza della Regione, come parti sociali non siamo stati convocati neanche per un ascolto, se non per una concertazione. Servono strumenti e risorse da parte della Regione. I fondi comunitari potrebbero essere convertiti, è un vuoto che va riempito, i tempi sono stretti, serve un’azione immediata per ripartire da settembre».

In chiusura, Antonio Tindiglia, segretario regionale Gilda: «I problemi della scuola sono tantissimi, scontiamo il problema dell’incapacità di organizzare il futuro, stiamo improvvisando in tutti i settori, nella scuola. Non vengono date indicazioni agli operatori (docenti, personale Ata e dirigenti scolastici), mancano le risorse e sono usate male. Il problema più serie è quello di richiamare i ragazzi a scuola. Scontiamo i tagli enormi, sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista numerico. Servono interventi seri e strutturali per operare in sicurezza».

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