Officina dell’Arte, Piromalli: «Ottobre o gennaio, due opzioni per la ripresa»

Il direttore artistico chiede linee guida chiare per gestire la riapertura. Intanto già disponibili i voucher per gli spettacoli non andati in scena
Il direttore artistico chiede linee guida chiare per gestire la riapertura. Intanto già disponibili i voucher per gli spettacoli non andati in scena

«Con duecento persone in un teatro che ne può contenere mille è impossibile pensare di poter mettere su una nuova stagione». Così  Peppe Piromalli, direttore artistico dell’Officina dell’arte e attore, parla di una situazione disastrosa che si è venuta a create dopo tre mesi di chiusura, situazione che ha messo in ginocchio teatri, artisti ed il carrozzone di persone (fonici, tecnici delle luci, costumisti, ecc.) che con questo mestiere vivono.

Il calendario per la riapertura

L’Officina dell’Arte non si scoraggia, farà sentire la sua presenza. «Stiamo preparando due alternative: ad ottobre con la ripartenza classica e a gennaio nella speranza che si possa tornare alla normalità con i teatri e tutte le attività a pieno regime. Nel frattempo stiamo consegnando i voucher  perché, come previsto dal decreto del 17 marzo, l’unico rimborso effettuabile è quello dei voucher. Quindi gli abbonati stanno ricevendo i voucher, per chi non ha avuto notizie può contattarci al numero 351 0779403, che è attiva 24 ore su 24, e avrà le informazioni del caso».

Cosa dovrebbe succedere?

«Ci vorrebbe un po’ di fortuna per far ripartire le cose. Nello specifico servirebbero delle linee guida univoche che ci dicano come, quando far rientrare il pubblico e in che modo. Perché non solo abbiamo la situazione di limitazione dovuta alla pandemi, ma abbiamo anche la psicologia dello spettatore: rientrerà nel luogo chiuso ad ottobre? Questo non possiamo saperlo. Se lo spettatore viene invogliato da una situazione sicura, con le norme in regole si avvicinerà con più facilità, altrimenti diventa anche quello uno scoglio da superare. L’Officina dell’Arte è pronta a imbarcarsi come ha sempre fatto, a buttare via tristezza e malinconia, non siamo quelli che cu piangiamo addosso. La rinuncia non ci appartiene. Stiamo vagliando le due opzioni nella speranza che ci diano il via libera».

«Dal punto di vista della ripresa siamo la bandiera nera dell’Italia, nessuno parla di noi, nessuno ci ascolta.  Nessuna ci coinvolge in una tavolo. La voglia c’è, le intenzioni ci sono: noi siamo pronti, aspettiamo lumi e novità positive» chiude Piromalli.