giovedì,Ottobre 21 2021

Reggio Calabria, per il settore artistico e musicale la ripartenza è col freno a mano tirato

Teresa Mascianà (Lm Recoding studio): «Da una lato ci sono i costi da sostenere per adeguarsi alle normative e dall’altro non si sa come agganciare i tour nazionali ancora in forse»

Reggio Calabria, per il settore artistico e musicale la ripartenza è col freno a mano tirato

Ripartono tutti i settori ma per artisti ed organizzazioni eventi il periodo di chiusura ha lasciato una ferita difficilmente rimarginabile. Ed alla crisi dell’attività si aggiunge quella economica perché molto di loro non hanno ricevuto i contributi regionali del 2019.

Gli organizzatori di eventi sono bloccati da una lato nel sostenere i costi per adeguarsi alle nuove normative anti covid prescritte, dall’altro sono in attesa di saper in che modo ripartiranno per agganciali i tour nazionali di artisti e musicisti. Come chiarisce Teresa Mascianà di Lm Recording Studio.

«Gli organizzatori di eventi da tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo, i primi sono agenzie dentro le quali lavorano diverse figure professionali, il mondo dei lavoratori dello spettacolo include artisti, musicisti, tecnici e altre figure che fanno parte dello spettacolo. Arriva il lockdown, con il primo decreto il 7 marzo ogni tipo di spettacolo e tutte le manifestazioni vengono bloccate. Rimaniamo fermi per due mesi. Il Governo da un aiuto a chi vede nel settore dello spettacolo ossia le partite iva, chi ha versato i contributi Enpals, i professionisti, chi ha dei contratti di lavoro regolari, quindi pochissimi. Se vogliamo fare una percentuale, forse solo il 40%, l’altro 60% lo dividiamo in non professionisti ossia i lavoratori stagionali e in questo caso non esistono contratti come quelli degli sportivi e, infine, resta una gran parte del sommerso.

La domanda è torneremo tutti a lavoro? In realtà dal decreto si evince che soltanto il 10% delle realtà nazionali potrà tornare realmente a lavorare, ad esempio le realtà di nicchia cioè le cose piccole. Se si considerato le prescrizioni: tribune numerate per i posti prenotati, liste coi prenotati, facoltativa la misurazione della temperatura. Una serie di accortezze che ricadono sugli organizzatori già penalizzati ed oberati. A questo si aggiungano le problematiche di chi vuole andare in tour perché i tour sono fermi».

Abbandonati da Regione e Città metropolitana

Lo scenario dipinto è uno scenario nazionale ed internazionale, le problematiche sono le stesse in America e nel Regno Unito. «Se guardiano al nostro territorio ed alla nostra Regione, il disagio che vivono le associazioni culturali, gli organizzatori di eventi è perché ancora non hanno ricevuto i cofinanziamenti della Regione del 2019 che sono stati percepiti attraverso i bandi, lo stesso per la Città metropolitana e siamo a giugno 2020. Se non si danno questi aiuti del 2019 non si può nemmeno pensare di organizzare qualcosa nel 2020 mancando la liquidità per poterci solo pensare».

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