martedì,Ottobre 27 2020

Gianni Versace, 23 anni fa l’omicidio dello stilista a Miami

Reggio Calabria potrebbe celebrare uno dei suoi figli più talentuosi tributandogli una scuola di moda, come ha suggerito Klaus Davi

Gianni Versace, 23 anni fa l’omicidio dello stilista a Miami

Una morte inspiegabile quella dello stilista reggino Gianni Versace. Dopo 23 anni gli interrogativi rimangono.  Ancora ci si domanda se davvero l’omicidio fu il frutto della follia di uno psicopatico o se, invece, dietro la sua morte ci possa essere ben altro. Nella sua città d’origine intanto, di pochi giorni fa, la notizia che potrebbe prendere corpo l’idea di istituire una scuola di moda in onore del designer.

La morte a Miami

Aveva scelto di vivere a Miami perché la luce di quella città gli ricordava la sua Reggio. Gianni Versace era stato intervistato da Maria Vittoria Carloni, il pomeriggio precedente alla sua morte, aveva raccontato alla giornalista de “L’Espresso” che a Miami riusciva a lavorare bene, cambiando aria rispetto all’ambiente di Milano. La sera, prima di andare a dormire, Gianni aveva inviato i fax alla sede di Milano, senza ricordare la differenza del fuso orario. La mattina seguente alle otto circa Gianni era uscito, come tutti i giorni, per andare a prendere i giornali. Per Antonio D’Amico, il suo compagno, l’ultima volta in cui vede Gianni vivo.

Ci vogliono pochi secondi per uccidere la favola. La favola di Gianni Versace che era partito dalla città dello Stretto e che, con ago e filo, creatività e innovazione, animato dallo spirito di un Dio greco annidato nell’amigdala, aveva portato la sua moda ed il suo nome del mondo, costruendo dal nulla una dei marchi più pregiati del Made in Italy.

Bastano due colpi di pistola alla testa da parte di Andrew Cunanan a distruggere tutto. Non serve l’ambulanza, vani sono i tentativi fatti per rianimare lo stilista, freddato sulle scale della sua villa di Ocean Drive. All’inizio la notizia rimbalza in maniera così violenta e, soprattutto, appare così inaudita ed inspiegabile che ha tutta l’aria di essere una “bufala”. Le immagini degli scalini insanguinati, del corpo dello stilista sulla barella dell’ambulanza servono a fugare ogni successivo dubbio.

Gianni Versace, il genio creativo

«Sarebbe bello pensare che Gianni Versace non si sia perso per sempre, e immaginarlo mentre vaga su Ocean Drive, lo sguardo attratto da ogni cosa o persona, la curiosità abbindolata tra forme e colori. Forse è davvero diventato luce e si è aggrappato al sole di Miami come alla criniera di un cavallo e si lascia trasportare per il mondo. Può darsi che, sempre come un raggio di sole, sia tornato tra le palme del Lungomare di Reggio Calabria per osservare le signore e i loro abiti, per immaginare che cosa le renderebbe più belle, a ripassare le forme dei resti del tempio greco, a indugiare sulle scanalature di una colonna chiedendosi come trasformare quell’effetto attraverso il drappeggio». Ha scritto Tony di Corcia in “Gianni Versace. La biografia”.

Con Kate Moss

«Reggio è il regno dove è cominciata la favola della mia vita la sartoria di mia madre, la boutique d’alta Moda. È il luogo dove, da piccolo, cominciai ad apprezzare l’Iliade, l’Odissea, l’Eneide, dove ho cominciato a respirare l’arte della Magna Grecia». Con queste parole Gianni Versace rievocava lo spirito d’amore che aveva contraddistinto il suo rapporto con la terra natia. Un legame indissolubile in origine, concretizzatosi persino nel marchio, la leggendaria testa della medusa. Proprio il logo della griffe rievoca l’interesse per l’iconografia antica così caratteristica della creatività dello stilista.

Gianni Versace e Reggio, madre dell’ispirazione

Nel mondo e nel Paese sono stati molti i riconoscimenti tributati allo stilista reggino quando era in vita, basti ricordare tra i più importanti il titolo di “Commendatore della Repubblica Italiana” conferitogli dal Presidente della repubblica Italiana Francesco Cossiga nel 1986 o l’onorificenza “Grande Medaille de Vermeil de la Ville de Paris”, assegnatagli dal capo di Stato francese Jacques Chirac nell’anno seguente; nel 1993 il Consiglio degli stilisti d’America gli assegna l’Oscar americano per la moda.

«Il più grande omaggio che Gianni ha fatto alla sua terra – racconta il fratello Santo, ricordando il legame con la città – è stato quello di averla sempre indicata in tutto il mondo come madre della sua ispirazione. Le forme, i colori delle sue creazioni ne costituiscono la prova tangibile. Gianni lo ha detto e ribadito in tutte le sue più importanti interviste, spiegandone le ragioni. Gianni è stato ambasciatore della Calabria, della Magna Grecia, non siamo mai partiti dalla Calabria, le nostre radici sono sempre qui; abbiamo scalato il mondo, ma siamo sempre figli della Magna Graecia».

Un filo che potrebbe riannodarsi adesso con la creazione di una scuola di moda. A farne richiesta qualche giorno fa il candidato a sindaco Klaus Davi che ha spiegato: «Se sarò sindaco di Reggio Calabria, al primo posto ci saranno lavoro e opportunità. Una cosa che non ho mai capito è come mai la città di Gianni Versace non abbia una scuola di moda intitolata al più grande genio della storia della moda».