sabato,Dicembre 5 2020

Scuola, Gambello: «Mancano indicazioni precise. Iniziativa lasciata ai singoli istituti»

La dirigente della Cgil Flc nazionale sulla riapertura delle scuole: «Si torna sui banchi in presenza il 24 settembre. Ma i problemi rimangono tutti»

Scuola, Gambello: «Mancano indicazioni precise. Iniziativa lasciata ai singoli istituti»

«Sulla scuola ancora non ci sono indicazioni precise: un anno nel caos. Le scuole vanno in ordine sparso perché non ci sono direttive precise, a parte il protocollo di sicurezza. In Calabria la riapertura è prevista in presenza il 24 settembre. Ma è emblematico il fatto che, da oggi, alcune scuole hanno predisposto i collegi in remoto, altre scuole invece in presenza. Molto è lasciato alle singole istituzioni scolastiche». Così Elisa Gambello, dirigente della Cgil Flc nazionale. «L’emergenza, per come era venuta, poteva giustificare le condizioni che si sono create durante il lockdown, ma ora  l’emergenza è diventata ordinarietà. Dopo essere arrivati alla fine dell’anno scolastico avevamo chiesto al ministro Azzolina partiamo da subito per stabilire come iniziare l’anno scolastico perché ci sono tante complicazioni che poi ci sarebbe poco tempo».

Lo scorso 26 agosto c’è stato l’incontro in videoconferenza l’incontro tra il Dipartimento delle risorse umane e finanziarie del Ministero dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali del comparto e dell’area dirigenziale, in attuazione di quanto previsto dal Protocollo di sicurezza per la ripresa delle attività didattiche firmato il 6 agosto 2020,

«Come FLC CGIL abbiamo sottolineato che gli impegni sottoscritti nel Protocollo non sono stati rispettati e molte sono le criticità che ancora impediscono la realizzazione delle condizioni indispensabili per la riapertura delle scuole.

Abbiamo espresso la nostra profonda insoddisfazione sull’attuazione del Protocollo e, pur apprezzando la tempestiva attivazione dell’help desk, la nostra grande preoccupazione per l’assenza di risposte, in particolare per la tutela dei lavoratori fragili, per la gestione dei lavoratori in quarantena, per la regolazione contrattuale del lavoro agile del personale ATA e della didattica a distanza per il personale docente che il ministero si era impegnato a fornire.

Abbiamo inoltre denunciato l’assenza di trasparenza con cui vengono gestite le risorse stanziate a favore delle scuole per far fronte all’emergenza sanitaria così come ancora non si conosce quante delle ulteriori risorse previste dal decreto agosto siano state destinate ad integrare gli organici, con quali criteri vengano attribuite agli USR, come arrivino alle scuole, con quali criteri le scuole potranno gestirle».

Scuole riaperte dal 24 settembre

Le scuole in Calabria, ed in Puglia, in concomitanza con le elezioni regionali, riapriranno solo il 24 settembre. Per evitare apertura ed immediata chiusura per lo svolgimento delle operazioni elettorali. Ma anche se posticipati di qualche giorno i problemi, soprattutto in relazione alla riorganizzazione degli spazi, restano. «Il problema dell’edilziia scolastica è eterno da noi, basti pensare al caso dell’istituto Repaci di villa San Giovanni, dello scorso anno. Ci sono spazi da sistemare e protocolli da rispettare».

Una scuola con tante incertezze

«È una situazione con tante incertezze perché non ci sono indicazioni precise se non quelle diramate a luglio – afferma Gambello –  distanziamento, mascherine, le scuole sono ancora in cerca di una soluzione al problema perché alcuni pensano di fare i turni pomeridiani, in mancanza di spazi per mettere insieme gli alunni fermo restando le misure anticovid previste. E questo succede anche per gli istituti grandi e strutturati. Per non parlare di quelli che non hanno gli spazi. Per le materne e le elementari si faranno i turni e la scuola si svolgerà in presenza, salvo emergenze. Nelle scuole superiori, è in fase di studio, la possibilità che facciano una parte di lezioni in presenza e una parte a distanza».

La sindacalista ritorna sull’incontro tra i dirigenti scolastici del territorio e l’Ufficio scolastico, i primi hanno palesato le necessità che avevano per la riapertura in sicurezza delle scuole. «In primo luogo serviva un aumento dell’organico, non solo dei docenti, ma in generale. Necessario per fare i doppi turni, considerando che il personale viene stabilito con un calcolo matematico, numero degli alunni e sedi presenti nella scuola: da qui il quantitativo di docenti e del resto. Se si deve fare il doppio del lavoro non si può fare con lo stesso numero di persone. Ma l’aumento del personale non può essere fatto se non c’è una decisione del ministero di fare immissioni in ruolo o incarichi e supplenze per coprire i bisogni della scuola. Il ministero non sta andando nella direzione dell’aumento dell’organico. Quello previsto sarà poca cosa rispetto alle necessità della scuola per fronteggiare le nuove esigenze».

I dubbi sul referente covid

Ad ogni scuola viene chiesto di nominare un referente Covid-19, che farà da anello di congiunzione con le Asl e verrà formato sulle procedure da seguire. Al referente saranno segnalati i casi di alunni sintomatici. Inoltre, il suo compito sarà quello di controllare eventuali “assenze elevate” (sopra al 40%) di studenti in una singola classe. Anche qui le perplessità: «Ma chi potrà farlo? Ci vuole qualcuno che si occupi solo di quello: ad esempio, un docente non può fare didattica ed occuparsi anche di questo?».

I lavoratori fragili

«In questa vicenda c’è la difficoltà legata ai lavoratori fragili che si ripropone anche nella nostra regione». Il concetto di fragilità, secondo il documento per la gestione dei casi e focolai di Covid – 19 nelle scuole, va individuato nelle condizioni dello stato di salute del lavoratore rispetto alle patologie preesistenti (due o più patologie) che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto, anche rispetto al rischio di esposizione a contagio.

«Si tratta di lavoratori con patologia e la norma li identifica come “lavoratori fragili” e vanno protetti. Si è registrato un boom di lavoratori di questo tipo. Nel caso di partenza da remoto per i docenti è possibile, ma per il personale come i bidelli il lavoro non potrà essere svolto da remoto. Dovranno essere collocati d’ufficio in malattia e la malattia verrà considerata come un ricovero ospedaliero quindi non soggetto alla trattenuta Brunetta ed ad una serie di agevolazioni. Ma il punto è che se si dovesse partire in presenza ci sarà un boom di supplenti. E’ un’altra partita che dovrà gestire la scuola».