martedì,Settembre 29 2020

Festa Madonna, padre Iannò: «Maria quest’anno sarà una presenza forte e silenziosa»

Il padre spirituale dei Portatori della Vara che non farà la storica processione: «Cogliamo questo avvenimento con molto dispiacere, ma anche come una bella provocazione per rimettere la nostra vita alla nostra Madre celeste»

Festa Madonna, padre Iannò: «Maria quest’anno sarà una presenza forte e silenziosa»

Niente processione domani per la Madonna della Consolazione, Santa Patrona di Reggio Calabria. Come racconta il sito non era mai successo. Anzi nel «1636: un’epidemia mortale stringe nella morsa molti paesi; appena si evidenzia qualche caso nella nostra Città, vi si porta subito il Quadro della Vergine e l’epidemia cessa». E ancora nel «1657: i reggini conducono processionalmente il quadro della Vergine della Consolazione in città e con penitenze e orazioni continue la invocano perchè li preservi dalla peste. La grazia è concessa. Per l’occasione si rinnova il voto del cero».

Lo stato d’animo è contrastante, per il popolo reggino che aspetta questo momento dell’anno per ringraziare la Vergine, per i tanti portatori della Vara e per la Chiesa stessa che, di fronte all’emergenza epidemiologica, ha dovuto rinunciare ad una parte fondamentale della devozione alla Madonna per tutelare la salute.

La Madonna scende in città in maniera silenziosa

Ne abbiamo parlato con don Nino Iannò, padre spirituale dei portatori. «La processione anche in tempo di peste si faceva ed il quadro veniva portato in città. È chiaro che erano altri tempi e che questo era possibile. Il quadro è sempre arrivato in città. E succederà anche quest’anno con modalità diverse. Questa situazione ci ricorda la presenza di Maria nella nostra vita e nelle nostre strade ed in quello che viviamo ogni giorno».

E poi aggiunge «La mancanza della processione si sente, Sappiamo però che la Madonna è ugualmente con noi. E come disse all’Eremo monsignor Salvatore Nunnari: “Quest’anno la Madonna scende in città in maniera silenziosa”. Ma c’è, è una presenza diversa, silenziosa altrettanto bella e forte. Ed è anche una provocazione perché ci invita a riscoprire la festa del cuore e l’intimità del rapporto con la Madonna, la preghiera, il silenzio. Cogliamo questo avvenimento con molto dispiacere certamente, ma anche come una bella provocazione per rimettere la nostra vita nelle mani della Madre celeste».

E come vivono questa mancanza i Portatori della Vara?

«In una maniera molto particolare. Parliamo di 600 persone e ciascuno, giustamente, ha la sua spiritualità ed il suo pensiero. A livello generale di Associazione portatori della Vara, ma anche dei portatori in generale, c’è il dispiacere per non poter rinnovare questo gesto fatto per decenni, secondo le modalità tradizionali, però anche una grande maturità per comprendere che questo non è possibile per tutelare la salute pubblica. Anche i portatori si dovranno attenere alle indicazioni per tutelare il bene comune.

Da una parte dunque dispiacere, che si concretizza in una sofferenza, dalla parte di tutti, anche da parte mia ma, allo stesso tempo, il bene del popolo razionalmente ci fa dire “E’ bene che sia così”. I portatori hanno già dato disponibilità come servizio d’ordine all’Eremo in questi sabato e durante il settenario».

Top secret invece il passaggio dall’Eremo al Duomo.