lunedì,Settembre 28 2020

Reggio Calabria, inaugurata Opera l’istallazione permanente di Tresoldi

L’artista: « L’idea era di costruire una connessione con le persone che ci sono di fronte, siamo partiti da 100 e siamo arrivati a 46 colonne. Un invito a vivere il paesaggio che non ha un disegno prestabilito»

Reggio Calabria, inaugurata Opera l’istallazione permanente di Tresoldi

Da 100 colonne sono diventate 46. L’Opera di Edoardo Tresoldi da stasera è parte viva e visionaria dello scenario mozzafiato del Lungomare Falcomatà a Reggio Calabria. Un lavoro atteso, criticato, contestato e osannato, come quando si tratta di arte. Dietro c’è il genio creativo dell’artista, che nasce come scultore, specializzato in istallazioni e che si definisce «Un autore. Mi piace non scendere nel dettaglio, in realtà utilizzo un linguaggio dell’architettura per parlare del paesaggio». Le colonne, arcano richiamo alla radice greca del territorio, sono ambivalenti: la trasparenza può rimanere come sfondo, consentendo di gustare il panorama dello Stretto, come un solletico visivo, oppure, a seconda della sensibilità dello spettatore, può divenire tessuto plasmato e parte integrante ed integrata dello spazio».

Opera, la connessione col paesaggio

«Il mio lavoro si basa su cercare di leggere il linguaggio del paesaggio – aggiunge l’artista – e  nella relazione tra noi e il paesaggio. L’opera trasparente, per elementi che siano permanenti visivamente, quando si attraversa si vede, ci sono tante colonne che però lasciano parlare gli elementi del paesaggio, lo skyline, nella trasparenza. L’idea era di costruire una connessione con le persone che ci sono di fronte, siamo partiti da 100 e siamo arrivati a 46 colonne. Nessun simbolismo nel numero. Ci sono elementi non ragionati che arrivano casualmente. Un invito a vivere il paesaggio che non ha un disegno prestabilito: bisogna intercettare le poetiche e i significati di ciò che ci capita tutti i giorni». Un’opera che si illumina sobriamente la sera. «Effetti luminosi con colonne monocromatiche, non ho ritenuto il colore necessario. È una dimensione viva diretta paesaggistica teatrale».

Opera, il significato

Per il sindaco Giuseppe Falcomatà: «È un momento molto importante per la nostra città. Forse ce ne accorgeremo col passare degli anni. Forse la nostra città aveva bisogno di qualcosa in più, di qualcosa di meraviglioso e di diverso per renderci conto della straordinarietà del luogo in cui viviamo. Dello scenario dello Stretto, del patrimonio artistico, botanico, paesaggistico, ambientale e archeologico che abbiamo. Non ci si può abituare a tutto questo. Ma forse questo andava visto da una prospettiva diversa: attraverso nuovi elementi che ci facessero riabituare alla bellezza. Per questo abbiamo chiesto a Tresoldi di fare qualcosa che ci consentisse di guardare la città con nuovi occhi. Un’opera che sembrano tratti di matita nel cielo che si materializzano in questo luogo nuovo che ora viene attraversato e ci fa camminare nella storia di questa città. E il nome Opera che significa tante cose: opera d’arte, un monumento. Ma opera la possiamo intendere nel suo significato di verbo, come esortazione ad essere dinamici e protagonisti nella nostra città».

Opera continua al Monastero della Visitazione

Le sorprese però non finiscono stasera con le poesie di Franco Arminio e gli altri artisti che si esibiranno nella prima serata Lara Chiellino, Fabio Macagnino, Francesco Loccisano e Guido Maria Grillo. Come chiarisce Irene Calabrò, assessore comunale alla valorizzazione del patrimonio artistico: «Reggio si onora di ospitare un’opera permanente di questo artista di fama internazionale e così entrerà nel circuito con il valore aggiunto di essere un’attrattiva turistica che i cittadini apprezzeranno, da un lato. E dall’altro aggiunge bellezza al nostro lungomare. La viviamo oggi da vicino dopo aver seguito. È un’opera che valorizza l’ambiente, come è nello stile dell’artista, con elementi semplici come le colonne». E, infine «È un percorso che inizia qui nella Rada dei Giunchi ma che continuerà al monastero della Visitazione. E presto scopriremo in che modo».