mercoledì,Ottobre 21 2020

Reggio Calabria, Anassilaos: «Antiseri e l’origine cristiana della laicità politica»

Il merito di Antiseri è di aver mostrato coma la tradizione liberale, il relativismo politico e la desacralizzazione del Potere siano legati al cristianesimo e alla demitizzazione del mondo che promana dalla Croce

Reggio Calabria, Anassilaos: «Antiseri e l’origine cristiana della laicità politica»

Proseguono presso lo Spazio Open gli incontri sul tema “Le strade vive della filosofia/Percorsi morali e politici per l’oggi”, ciclo di conversazioni curate dal Dott. Vincenzo Musolino, promosse dall’Associazione Culturale Anassilaos congiuntamente con lo stesso Spazio Open, che tratta di alcuni filosofi e pensatori la cui opera mantiene ancora oggi una grande attualità.

Martedì 22 settembre alle ore 18,30 lo studioso reggino tratterà del tema “Dario Antiseri e l’origine cristiana della laicità politica” una riflessione dedicata al saggio dello stesso Antiseri “L’invenzione cristiana della laicità”, una rassegna di idee e pensatori che hanno avuto il merito di rompere gli schemi ordinari, di non cedere alle sirene rassicuranti del collettivismo. Tutti autori che possiamo definire liberali e che hanno in comune il culto del Singolo, della Persona portatrice di diritti e di interessi superiori ad ogni ragion di Stato.

Il merito di Antiseri è quello, inoltre, di mostrarci come la tradizione liberale, il relativismo politico e la desacralizzazione del Potere sia strettamente legato al cristianesimo e alla demitizzazione del mondo che promana dalla Croce. Desacralizzazione del potere statuale che non significa, però, anarchismo e cedimento ad un flusso escatologico indifferente alle vicende storiche e nemico della concretezza.

Il mito dell’estinzione dello Stato, ci dice Antiseri, non è proprio del liberale ma è, invece, l’esito della mitologia marxista al termine della fase di dittatura del Proletariato. Un mito, la promessa edificazione di un paradiso in terra, che è servito a strutturare con più forza la tenuta di una dittatura che da strumentale è divenuta l’esito storico di un pensiero riduzionista e violento.

Musolino analizza dunque il saggio di Antiseri, uno dei filosofi più importanti che oggi abbia il nostro Paese, docente in numerose Università italiane (Roma La Sapienza, Siena, Padova) e infine alla LUISS di Roma dove ha ricoperto anche l’incarico di preside della Facoltà di Scienze politiche. Collaboratore dell’Avvenire egli ha avuto il merito grande di far conoscere nel nostro Paese studiosi e filosofi stranieri tra i quali Karl Popper.