venerdì,Ottobre 23 2020

Cultura, presentato ad Agapào: “Il silenzio del colore” di Francesco Villari

L'autore, come nel suo stile, racconta di arte, di pittura e musica: «Una storia d’amore nata tra due “esseri difettosi”»

Cultura, presentato ad Agapào: “Il silenzio del colore” di Francesco Villari

Torna ad accendersi la cultura ad Agàpao, lo spazio di via Aschenez aperto “alla bellezza”. E a far brillare la domenica d’autunno di ieri ci pensa Francesco Villari, con il suo ultimo libro “Il colore del silenzio” edito da “Città del Sole”. Una presentazione particolare accompagnata dalle melodie speciali del maestro Salvatore Familiari e dalla performance dell’artista Luisa Malaspina dell’associazione culturale Agàpao.

Il libro

«Si dice che la differenza tra Caravaggio e gli altri fosse tutta nel nero. Chiunque era capace di dipingere il nero. Caravaggio dipingeva il buio. Allo stesso modo scoprì la differenza tra Vincent Van Gogh e gli altri: tutti sapevano dare un colore suoni ma solo Van Gogh era stato in grado di dipingere il silenzio» si legge in quarta di copertina mentre si comincia a sentire il sapore e l’atmosfera del libro.

«È la storia di una persona che ha un handicap, gli manca un senso, ha perso l’udito e per fare una vita normale ha cercato di fare un percorso di amplificazione di tutti gli altri sensi – spiega lo scrittore – e arriverà a fare delle cose straordinarie grazie a questo nuovo modo di vedere, toccare le cose».

Un titolo emblematico per una «storia che inizia da un paese della Provenza che si chiama Arles, luogo scelto da Van Gogh come suo ritiro. In questo luogo il protagonista del romanzo scopre che, tra i tanti pittori e artisti, che erano riusciti a dare un colore ai suoni, l’unico a dipingere il silenzio era stato Van Gogh. Lui viveva nel silenzio in quel caso, il silenzio per lui doveva avere un colore, non poteva fare una distinzione tra il rumore ed il silenzio. E per distinguerlo ne è riuscito a carpire il colore attraverso l’opera di Van Vogh».

Un libro in cui c’è arte, c’è musica. Un trittico che si rinnova anche nella presentazione della serata ad Agapào: accanto allo scritto di Villari,  c’è l’arte dei colori di Malaspina e la musica ed i suoni di Familiari.

Del protagonista del romanzo scopriremo il nome solo alla fine e c’è motivo nel frattempo con un espediente narrativo geniale si svolge una trama sorprendente che prende la sua via maestra all’irrompere della sensuale Chloée una donna straordinaria conosciuta tra i colori i sapori e i suoni di Arles. Come chiarisce Villari «É una storia d’amore nata tra due “esseri difettosi”».

E la confessione finale dell’autore, che ha problemi con l’udito che sembra attenuarsi di giorno in giorno, regala una chiave di lettura improvvisamente vera. Parole che non sono immaginazione o astrazione ma che, senza voler suscitare vittimismo, sono il racconto di un quotidiano che cambia, di una sensibilità che si sposta e che si affina. Di una consapevolezza che, malgrado tutto, cresce. E il romanzo ne è prova tangibile.

L’autore

Villari è scrittore sceneggiatore, giornalista, critico musicale, autore di canzoni, esperto di comunicazione ed ha all’attivo numerose rappresentazioni teatrali e cinematografiche, diversi saggi, centinaia di articoli interviste ed editoriali.