venerdì,Ottobre 23 2020

Reggio Calabria, Nicolosi: «Sì ad un’orchestra stabile regionale»

La presidente del conservatorio Cilea: «Apprezzo molto il lavoro del maestro Arlia e auspico possa realizzare questo progetto che qualifica la Regione Calabria»

Reggio Calabria, Nicolosi: «Sì ad un’orchestra stabile regionale»

«Apprendo con vivo interesse di questa iniziativa, che costituisce a mio avviso una grossa potenzialità di sviluppo per la nostra Regione. Un’orchestra stabile regionale rappresenterebbe un valore aggiunto per la crescita economica, per l’occupazione e per la rinascita culturale. I giovani musicisti calabresi che aspirano ad entrare nel mercato del lavoro senza una prospettiva occupazionale concreta e stabile non possono né garantire la permanenza sul territorio né contribuire, con le loro nuove professionalità, alla stabilizzazione di un polo musicale e artistico regionale». Lo scrive in una nota Cettina Nicolosi, presidente del conservatorio Cilea di Reggio Calabria.

«Il Maestro Filippo Arlia, figura di spicco nel panorama musicale internazionale, con grande tenacia, ha portato avanti un’idea importante nella quale hanno trovato posto grandi professionalità, unite da un vincolo di progettualità a medio-lungo termine. Adesso, la prospettiva di innalzare ulteriormente il livello di competenze, rendendo finalmente possibile investire in un settore storicamente in difficoltà nell’essere parte integrante del processo di promozione culturale, potrà far sì che ogni giovane musicista che completa gli studi presso uno degli atenei musicali calabresi abbia finalmente la possibilità di scegliere se rimanere nella propria Regione, dando linfa ad un progetto ambizioso e stimolante, come quello di dotare la Calabria di un’orchestra filarmonica che produca stabilmente eventi musicali.

Apprezzo molto il lavoro del maestro Arlia,  e auspico possa realizzare questo progetto che qualifica la Regione Calabria e che denota la capacità di operare un investimento per il futuro professionale di tanti talentuosi musicisti, che altrimenti sarebbero costretti ad emigrare verso altre Regioni, più attente e lungimiranti della Calabria».