sabato,Luglio 2 2022

Bronzi di Riace, svelato il segreto delle armi e dei colori originari

A raccontare i particolari delle due statue uno studio svolto da Saverio Autellitano sotto l’egida dello storico Daniele Castrizio

Bronzi di Riace, svelato il segreto delle armi e dei colori originari

Sono tornati alla ribalta i Bronzi di Riace che si preparano in pompa magna all’anniversario dei 50anni dalla loro scoperta nel mare della cittadina jonica. Il servizio andato in onda su Sky ha mostrato come potevano essere in origine le due statue che noi vediamo al Museo archeologico di Reggio Calabria di un colore molto scuro ma che non è l’originario. E ci sono delle sinergie di studiosi che hanno svelato questo mistero.

All’inizio la fotogrammetria dell’ingegnere Gabriele Candela al lavoro sul volume degli atti del convegno sui Bronzi (che pubblicato prossimamente). La fotogrammetria, ossia una ripresa tre D, consentirà di dare tridimensionalità, poter effettuare una visita virtuale, con armi e colori. Una novità che potrà essere utilizzata in tanti modi in futuro.

Il lavoro sulla colorazione dei bronzi è iniziato con Saverio Autellitano, valente fotografo e grafico che, con conoscenza della materia, ha creato i modelli tridimensionali.

Tutto sotto l’ausilio da storico di Daniele Castrizio, docente all’università degli Studi di Messina che col frutto delle ricerche recenti ha regalato una nuova visione d’insieme sulla storia dei Bronzi. Secondo il professore le statue non erano solo due ma cinque e facevano parte del cosiddetto gruppo dei fratricidi, ripresi nella scena in cui le due statue di Riace che rappresentano Eteocle e Polinice, sono i due fratelli che stanno per uccidersi in duello, e in mezzo la loro madre con le braccia spalancate, e accanto la sorella e l’oracolo Tiresia. in particolare, l’ipotesi della statua con le braccia spalancate (Euryganeia, la madre) farebbe il paio con la testimonianza e coi verbali ignorati che, al momento della scoperta a Riace nel 1972, parlavano di un’altra statua con quelle fattezze.

Entusiasta del lavoro fatto Castrizio racconta il lavoro di Autellitano: «Ha preso dei modelli tridimensionali di armi veri, elmi corinzi, scudo del British Museum della metà del V Secolo A. C. e li ha fatti combaciare con le statue. E lì abbiamo avuto gioco facile, tutto andava al suo posto»

«Una collaborazione – quella con Castrizio, nati tanti anni fa – che è contaminazione – spiega Autellitano – scambio di visioni da verificare, uno scambio che ha riguardato soprattutto per la parte relativa al colore. Mi sono occupato di fare questa ricostruzione. Prezioso anche il lavoro di Domenico Colella che si è occupato di fare rievocazioni e armi antiche, essendo un culture della fusione dei metalli, sa quali sostanze venivano utilizzate in quel periodo per modificare il Bronzo.

Tutti insieme siamo arrivati a delle conclusioni». Ed un aiuto prezioso arriva anche da una vecchia conoscenza dei Bronzi di Riace, il professore Hada Koichi che «ha fatto studi accurati sulla fusione e quindi sappiamo la percentuale di rame e stagno che c’è nei bronzi di Riace, conoscendo le percentuali si può capire di che colore erano i Bronzi. Confrontandole con i riscontri storici su altre statue sovente rappresentate “bionde” con i colori , sapendo che hanno dei pezzi di rame e argento perché mai avrebbero dovuto essere così scuri o verdi o tutti di un colore? Sicuramente saranno stati colorati. Andando avanti con le prove grafiche nella ricostruzione, ho provato a dare la colorazione a cui eravamo arrivati e mi sono sembrate come le pitture dei vasi (greci).

Ancora è un work in progress, ma corroborato da molte prove significative tra cui la chimica, i riscontri letterari, numismatici». Il lavoro, oltre a portare avanti la storia dei Bronzi, verrà portato avanti su altre statue e  sarà integrato anche nella futura edizione della metaconferenza nella storia divulgativa.

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