giovedì,Agosto 11 2022

Alla Biennale di Venezia le “Comunità resilienti” con l’architetto reggino Consuelo Nava

Nel padiglione Italia di Alessandro Melis per la 17^ Mostra Internazionale di Architettura, dal progetto-ricerca S2HOME, sarà esposto "Digital/Human": "effort" in transition

Alla Biennale di Venezia le “Comunità resilienti” con l’architetto reggino Consuelo Nava

«Saremo alla Biennale di Venezia con le “Comunità Resilienti” del Padiglione Italia di Alessandro Melis per la 17^ Mostra Internazionale di Architettura. Dal progetto-ricerca S2HOME, esporremo “Digital/Human”: “effort” in transition». Lo racconta Consuelo Nava, architetto e docente universitaria, anche mentore dell’associazione Pensando Meridiano.

«Ho atteso l’1 gennaio 2021» scrive sul suo profilo Facebook, per un progetto di cui al momento non si può rivelare molto. «Sono stata invitata alla 17^ Mostra Internazionale di Architettura° La Biennale di Venezia 2021 da Alessandro Melis, professore e architetto, curatore del Padiglione Italia “Comunità Resilienti”. Lo ringrazio di ogni cosa, dell’invito, di quello che fa per come lo studia e lo propone, lo condivide. Per le sue ricerche sulla resilienza radicale, per quello che trasferisce nel mondo, in questo tempo di transizione.

Così faccio parte dell’Advisory Board del Padiglione e curo l’esposizione dell’esperienza nata dal progetto-ricerca “S2HOME” con il mio progetto di biennale “Digital/Human: “effort” in transition”. Per me, un grande onore e straordinario riconoscimento agli studi, alle ricerche, alle fatiche, alla resilienza e ai progetti di ipersostenibilità e innovazione che ho potuto condurre grazie ad esperienze nate qui e altrove, nella mia Università e in tutte quelle in cui sono stata invitata in questi anni, anche con la sfida del mio ultimo libro.

#S2HOME, nata in questa terra, nella nostra Calabria, a G.Tauro, non sarebbe stata possibile senza Antonino De Masi, la sua chiamata, i suoi sogni, i suoi moniti da imprenditore e calabrese, i suoi liberi desideri di “Made in Calabria“, senza il suo coraggio di sempre, senza i suoi personali investimenti, senza gli uomini e le macchine delle sue officine; non avrebbe avuto senso senza la condivisione con i giovani architetti innovatori di PMopenlab che da Sud operano e nutrono la resilienza; senza tutto il team tecnico e scientifico dei colleghi da Trento a Reggio Calabria, passando per Matera, con cui ho condotto il progetto-ricerca. Con tutti loro, condividendo la guida di pensiero con Mosè Ricci a Venezia, potremo discutere in un evento dedicato, ancora dell'”effort” più resiliente. Altro, su questa straordinaria avventura lo potremo raccontare nelle prossime settimane e mesi con Resilient Communities, insieme al Padiglione Italia e alla Biennale».

E poi, immancabili, i ringraziamenti: «Inizia già di corsa il mio 2021 e per questo e per ogni cosa, dico grazie a chi soprattutto in questi anni non mi ha mai lasciata sola un attimo. Alla mia famiglia per generazioni, alla mia capo Cinzia, ad Anna, ai giovani con cui e per cui lavoro, agli amici e alle amiche che hanno sempre puntato sulla mia resilienza, ai colleghi e alle colleghe degli abbracci di ovunque e delle più grandi sfide. Al mio Sud. Grazie di cuore! Saranno mesi bellissimi e intensissimi! Avrò bisogno di tutti e di tutto».

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