domenica,Gennaio 24 2021

Area Griso Laboccetta, un tempio sacro dell’antica Reggio lasciato ai vandali e all’incuria

Il delegato Quartuccio: «Ci sono 80mila euro per il recupero». Intanto però partite di pallone e bivacchi: ecco cosa succede da quando il cancello è stato forzato

Area Griso Laboccetta, un tempio sacro dell’antica Reggio lasciato ai vandali e all’incuria

Partite di pallone, cani a passeggio e persino bivacchi con consumazione di cibo, i cui scarti vengono abbandonati al cancello. Questo succede nell’Area Griso Laboccetta, un tempio sacro dell’antichità: uno dei luoghi più antichi, dedicato al culto della dea Demetra e di Persefone. Gran parte del materiale più prezioso, conservato al Museo Archeologico di Reggio Calabria, è stato trovato proprio nell’area del Parco in centro città.

Da qualche tempo il lucchetto del cancello che custodisce l’ingresso dell’area è stato forzato e le porte sono aperte. È anche vero che nonostante il cancello già era possibile accedervi con un po’ di agilità, scavalcando la recinzione lato via Aschenez. Adesso, queste “porte spalancate” sono un invito per chiunque.

All’esterno poi la comoda panchina pensata come punto di affaccio sulla visione della città e del mare dall’alto è diventata un punto d’intrattenimento, e fino a qui nulla quaestio. Il problema è che vi sosta consuma cibo e, dopo aver terminato, lascia tutto in terra o accanto al cestino dei rifiuti.

Per chi ogni giorno si trova a passare accanto lo spettacolo è veramente da fare rabbrividire. All’area, di competenza della Città metropolitana sono destinati dei fondi. Sistemazione e restyling che necessitano sicuramente. Ma, ancora prima, serve un intervento di pulizia, all’esterno, e dalle erbacce, all’interno e soprattutto chiudere l’ingresso per evitare spiacevoli irruzioni.

80mila euro per il restyling

L’area ricade nella competenza della Città metropolitana. Per questo abbiamo sentito il delegato alla Cultura, Filippo Quartuccio.

«Per l’area sono destinati 80 mila euro dal settore edilizio, diretto da Giuseppe Mezzatesta, da me interpellato per sapere a che punto è la procedura. Ma al momento è tutto fermo. La prima cosa da fare è una lettera, che preparerò da consigliere metropolitano, indirizzata al comandante della polizia metropolitana perché loro hanno il compito di tutelare l’ordine e verificare questo tipo di situazione.

Sul posto abbiamo fatto un sopralluogo con i tecnici. Gli 80mila euro serviranno, in primis, a mettere in sicurezza l’area, sistemare l’illuminazione all’interno e la segnaletica, eliminare la passerella in legno e innalzare il cancello». Sperando che prima dell’intervento di recupero si provveda a mettere in sicurezza con estrema urgenza il luogo sacro, piccolo tesoro archeologico che il sottosuolo ci ha regalato, la cui ricchezza e potenzialità restano per i più incomprensibili.