venerdì,Maggio 14 2021

Progetto Piazza De Nava, circolo Zavattini: «Giusto rapporto tra memoria e sguardo contemporaneo»

Per il circolo reggino «Cancellare la piazza non è la sola strada per ottenere cura e pulizia»

Progetto Piazza De Nava, circolo Zavattini: «Giusto rapporto tra memoria e sguardo contemporaneo»

Tra pochi giorni sarà oggetto di conferenza dei servizi il progetto di riqualificazione di piazza De Nava. Un progetto discusso, criticato da un alto, osannato come portatore di nuova bellezza. E nel dibattito animato che circonda la vicenda interviene il  Circolo del Cinema “Cesare Zavattini” dal 1992 attivo nell’ambito dell’associazionismo culturale sul territorio reggino, organizzatori di incontri dedicati alle tematiche più strettamente legate alla nostra città, ai suoi spazi, alle strutture pubbliche, alla possibilità di crescere tutti insieme attraverso iniziative di respiro anche internazionale.

Per lo “Zavattini” qui il punto della discussione non è il maggiore o minore gradimento per il progetto di trasformazione proposto dal Segretariato Regionale MiBACT per la Calabria e dall’Amministrazione cittadina, quanto invece «l’occasione per riflettere sull’idea che abbiamo della nostra città, sul valore che assegniamo agli spazi che ne costruiscono l’identità e al legame che noi cittadini abbiamo costruito con essi. Una riflessione sul futuro, a questo tutta Reggio Calabria è chiamata, e noi per primi non vogliamo sottrarci».

E una riflessione che parte dai cambiamenti che la città ha visto in questi anni: «molte piazze che ospitavano baracche e abusi, divenute nel tempo impropri depositi di immondizia e rottami sopraffatti dalla vegetazione spontanea, sono state pavimentate e riqualificate. Sono stati sanati degli sconci, si sono resi fruibili dalla collettività dei luoghi senza purtroppo, dobbiamo osservarlo, creare bellezza: un pavimento, qualche aiuola, qualche panchina. Luoghi senza storia, sottratti al degrado hanno cominciato a far parte della vita della comunità. Con qualche riserva sulle scelte progettuali, lo consideriamo comunque un passo avanti».

Su piazza De Nava però le cose stanno diversamente «pur condividendone l’idea di pedonalizzazione, la Piazza, da recuperare da un evidente stato di degrado, denuncia ancora un’identità, un legame con il passato che appartiene a noi reggini ed è testimonianza di una memoria condivisa. Ci si propone oggi di cambiare tutto, per gratificare l’occhio e la fruizione del turista, si dice, là dove egli porge omaggio alla Storia di cui siamo orgogliosi. E per farlo gli offriamo uno spazio senza storia, rinunciamo alla nostra memoria, ci priviamo di ogni punto di riferimento temporale e affettivo, da bravi padroni di casa arrediamo il salotto pensando al suo comfort, sperando che parli bene di noi agli amici.

Senonché questo salotto assomiglia a quelli che può osservare in tanti posti del mondo. Il rendering che ci è stato proposto è bello, tutto è ordinato, equilibrato, ben composto, gli alberi hanno chiome fluenti, c’è pure la statua, giusto per dire che il nome della piazza conserva il suo senso. Vuoi mettere con quell’obbrobrio deturpato dalla non cura di anni? Ma, facciamoci caso, la riconoscibilità del luogo nasce dal contorno, dai palazzi che abbiamo visto migliaia di volte, che sono lo sfondo dei nostri ricordi. Mutiamo, con semplice artificio informatico, quel contorno e ci domanderemo dove abbiamo visto quella piazza? In quale dei nostri viaggi, in quale immagine diffusa sui social?».

Ed in conclusione, chiarisce il circolo la sua idea «Non vogliamo questo, non vogliamo privarci del bagaglio talvolta doloroso, talvolta lieto dei nostri ricordi, non crediamo che cancellarli sia la sola strada per ottenere, finalmente (!), cura e pulizia. Siamo convinti che la bellezza si possa proporre solo trovando il giusto rapporto tra memoria e sguardo contemporaneo, il giusto equilibrio tra conservazione e modernità».

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