sabato,Luglio 31 2021

Università Mediterranea, “La proposta” non si presenta alle elezioni 2021/2023

Una scelta obbligata, riferisce il gruppo, per le nuove disposizioni che «si oppongono allo svolgimento del processo decisionale condiviso e al diritto per ogni studente o gruppo di essere rappresentato»

Università Mediterranea, “La proposta” non si presenta alle elezioni 2021/2023

Una scelta obbligata quella del gruppo studentesco “La proposta” di non presentarsi alle elezioni 2021/2023 all’Università Mediterranea. Come chiarito in una nota «L’apparente silenzio che avvolge l’Università Mediterranea e le sue realtà associative è stato per noi, gruppo studentesco La Proposta, occasione di riflessione e decisioni cruciali, guidate da responsabilità, senso di appartenenza ed onestà intellettuale. Questi sono i valori che ci auguriamo possano aver guidato la Governance d’Ateneo e gli altri gruppi studenteschi nelle scelte assunte e nelle modalità conseguite. Eppure, considerati taluni fatti e circostanze, su questo riserviamo qualche remora».

Dunque, La Proposta non prenderà parte alle elezioni 2021-2023 degli organi studenteschi in considerazione del fatto che «L’ennesima modifica al regolamento elettorale (22 aprile 2021), presentandosi a nostro avviso per molti versi contraria ai principi di partecipazione democratica, risulta essere composta da disposizioni che di fatto si oppongono allo svolgimento del processo decisionale condiviso e al diritto per ogni studente o gruppo di essere rappresentato e rappresentare le proprie istanze all’interno degli organi preposti.

L’articolo 5 del regolamento, ad esempio, impone che ogni lista debba comprendere un numero di candidati non inferiore all’80% del numero totale dei rappresentanti degli studenti da eleggere. Ciò produce l’estromissione delle associazioni di dimensioni medio-piccole e quindi permettere (rectius: favorire) la candidatura delle liste d’Ateneo, di fatto liste di sistema.

Le elezioni dell’Università Mediterranea, dunque, richiedono la presentazione di una lista costituita da almeno 132 studenti (80% del numero totale dei rappresentanti equivalente a 165 unità). Considerando che il nostro è un piccolo Ateneo, dove operano associazioni con un numero di iscritti limitato, stentiamo a comprendere come queste possano costruire liste con un numero così elevato di candidati, se non realizzando coalizioni improvvisate e opportunistiche o ricercando candidati occasionali.

Noi invece crediamo che la candidatura debba essere una scelta ponderata, il risultato di un processo critico, possibilmente maturato nel corso di anni di formazione e attività studentesca. Nondimeno l’articolo 14 riduce il requisito di validità delle elezioni ad una mera formalità: il raggiungimento del quorum è fissato infatti al 20% degli aventi diritto in almeno un sesto dei 36 organi oggetto delle elezioni. Se si considera che presso la Mediterranea sono presenti corsi di Laurea con un numero di iscritti molto esiguo, in taluni casi anche nell’ordine delle unità, diviene evidente che le elezioni potrebbero essere considerate valide anche se andassero a votare poche di decine di studenti. Dunque, prevedere un quorum come specificato all’art.14 equivale a validare qualsiasi consultazione elettorale, a detrimento della rappresentatività degli organi universitari.

In ultimo, l’assenza nel nostro Ateneo di un organo di garanzia, il c.d. Garante degli Studenti, e l’adozione di modalità decisionali per nulla partecipative adottate dai rappresentati degli studenti, non ci ha permesso in questi giorni di rabbia e sgomento, di denunciare tale situazione che perdura da diversi anni, raggiungendo oggi il culmine. Noi riteniamo che le elezioni accademiche debbano costituire un’occasione per alimentare la coesione sociale e il civismo, una sana competizione democratica, foriera di logiche partitiche e utilitaristiche. Auspichiamo l’edificio di un Ateneo aperto che riconosca il valore di ogni singolo studente, che foraggi il merito e realizzi il principio “nessuno escluso mai”.

Noi membri de La Proposta – chiude il gruppo – continueremo la nostra attività di supporto agli studenti, ancorché fuori dalle aule istituzionali. Restiamo disponibili al confronto con i futuri rappresentanti, nella possibilità di condividere un documento programmatico, contenente specifiche proposte modificative dell’attuale regolamento elettorale e iniziative a beneficio della comunità studentesca».

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